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R.E.S.P.I.R.A.

R.E.S.P.I.R.A.

Acqua Pubblica

A   come… AcquaPubblica - obiettivo 50 Lit/giorno per tutti Cittadini Virtuosi

L'acqua come l'aria è un bene essenziale e la sua preservazione un principio strategico irrinunciabile.Il fabbisogno minimo giornaliero a persona, secondo l’Onu, non può essere inferiore a 50 litri a persona.

Il consumo medio di acqua giornaliero per persona nel nostro Comune di Varese è di 180 litri.

Il MOVIMENTO 5 STELLE intende sensibilizzare i Cittadini ad un uso più responsabile di questo

bene prezioso e garantire le fasce a reddito più contenuto con queste iniziative:

- 50 litri di acqua al giorno gratuiti a persona per tutti, per consumi superiori ai 50 litri giornalieri si applicheranno tariffe differenziate secondo il

- principi “chi meno consuma meno paga”,

-si incentiverà la raccolta dell'acqua piovana per consumi pubblici, industriali e domestici.


A cosa serve?
A evidenziare l’amoralità del profitto economico quando viene richiesto sui bisogni essenziali dell’uomo (tra i quali i servizi igienico-sanitari e il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU). Serve anche a premiare il cittadino virtuoso.

Quanto costa?
Il recupero dei costi a carico delle eccedenze erogate oltre i 50 lt/die, rende la misura un’azione a costo zero.

PREMESSA
Per sancire l’importanza e la preziosità dell’acqua potabile intesa come irrinunciabile risorsa naturale per la vita, il 22 dicembre del 1992 una risoluzione dell’ONU ha stabilito di dichiarare il 22 marzo di ogni anno la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, in conformità con le raccomandazioni scaturite dalla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro e contenute nel capitolo 18 dell’Agenda 21.

Il 28 luglio 2010 a New York l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari tra i diritti umani fondamentali e per questo considerati universali. Dopo circa 15 anni di dibattiti, dei 163 paesi presenti all’Assemblea, 122 hanno votato a favore (Italia compresa), 41 si sono astenuti, ma nessuno ha votato contro.

La Commissione e il Contratto Mondiale per l’Acqua indicano in poco meno di 50 litri la quantità minima giornaliera per soddisfare i bisogni essenziali tra i quali sono compresi i servizi igienico-sanitari di base, ancora preclusi a oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo.

L’acqua potabile è un bene comune:
•    indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo;
•    presente in natura in quantità limitata e con concentrazioni territoriali disomogenee, dunque prezioso;
•    riconosciuto fondamentale per il pieno godimento del diritto alla vita e dell’inclusione e della pace sociale;
•    entrato a far parte ufficialmente della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Sono 8 milioni i cittadini italiani che non ne hanno accesso e 18 milioni quelli che bevono acqua depurata, mentre il 15% della popolazione totale ogni estate è sotto la soglia minima del fabbisogno idrico (fonte Dossier Acqua 2010 di Solidarietà e cooperazione Cipsi), che si attesta intorno ai 50 litri giornalieri pro-capite (diritto di acqua avallato dall’ONU).

Nella sola Lombardia l’acqua erogata annualmente è pari a poco più di 100 mc. per abitante (più di 270 litri giornalieri) con una dispersione di rete pari al 27% (Fonte ISTAT).

Il consumo di acqua fatturata per uso domestico a Varese nel 2011 è stato di 66,1 mc., pari a circa 180 litri giornalieri pro-capite (Fonte ISTAT) a fronte di un fabbisogno minimo vitale di circa 50 litri giornalieri

Sul territorio della provincia di Varese molti Comuni hanno allestito punti di erogazione gratuita dell’acqua potabile video-sorvegliati denominati “Case dell’Acqua” con prelievo tramite chiavetta elettronica a pagamento.

Il Manifesto del I Forum Alternativo Mondiale sull’Acqua (FAME) svoltosi a Firenze 21-22 marzo 2003 si ispira ai seguenti principi fondamentali:
a)    l’accesso all’acqua nella quantità e qualità sufficiente alla vita deve essere riconosciuto come diritto costituzionale umano e sociale universale, indivisibile ed imprescindibile.
b)    L’acqua deve essere trattata come un bene appartenente a tutti gli esseri umani ed a tutte le specie viventi del Pianeta. Gli ecosistemi devono essere considerati come beni comuni.
c)    Le collettività pubbliche (dal Comune allo Stato, dalle Unioni continentali alla Comunità Mondiale) devono assicurare il finanziamento degli investimenti necessari per concretizzare il diritto all’acqua potabile per tutti ed un uso “sostenibile” del bene acqua.
d)    I cittadini devono partecipare su basi rappresentative e dirette alla definizione ed alla realizzazione della politica dell’acqua, dal livello locale al livello mondiale.
 
Con il referendum abrogativo del 12/13 giugno 2011 è stata votata l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008 e dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 limitatamente alla parte del comma 1, che disponeva che la tariffa per il servizio idrico fosse determinata tenendo conto “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Il programma sull’acqua pubblica è stato scritto per il MoVimento 5 Stelle da 27 milioni di italiani che il 12 e il 13 giugno 2011 hanno sancito il primato del concetto di bene comune sulle logiche del mercato .

E’ stata formulata una legge di iniziativa popolare concernente i principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque che, all’art. 9 comma 3, prevede il diritto umano non revocabile e nemmeno sospendibile di vedersi garantito un quantitativo minimo vitale gratuito pari a 50 litri per persona, ripartendo la mancata fatturazione sui consumi che i cittadini evidenzieranno dalla contabilizzazione volumetrica individuale posta a valle di ciascuna utenza.

Ci adopereremo strenuamente affinché il Consiglio comunale di Varese intraprenda ogni iniziativa di propria competenza affinché la società che gestisce il servizio idrico comunale (Alfa s.r.l.), adotti, quantomeno in via sperimentale, una politica tariffaria che consenta a ogni cittadino residente la gratuità di erogazione giornaliera dei primi 50 litri di acqua potabile per solo uso domestico, necessari per garantire i bisogni essenziali, tra i quali i servizi igienico-sanitari, e il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU.

In subordine ci adopereremo per la divulgazione in ambito scolastico, domestico, industriale ed istituzionale e ad intraprendere ogni iniziativa tesa a ridurre gli sprechi della  preziosa risorsa naturale, includendo nelle misure antispreco, se necessario, anche quella di prevedere, mediante apposito regolamento comunale dedicato alla sostenibilità, un fondo compensativo per garantire a ciascun cittadino di Varese la gratuità dei primi 50 litri di acqua giornalieri in ambito domestico. Il fondo  verrà richiesto solo sui consumi eccedenti il minimo garantito ed in particolare sui consumi che verranno ritenuti dal regolamento comunale insostenibili e cagionevoli di danno alla pubblica utilità.

AZIONI

Lo Statuto Comunale di Varese deve riconoscere il Diritto Fondamentale all’Acqua, confermando il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato che deve essere privo di rilevanza economica.
• Revisione immediata delle condizioni di adesione ad Alfa s.r.l., la Società di diritto privato creata dalla Provincia di Varese per la gestione dell’acqua pubblica e richiesta di trasformarla in società pubblica prima di tornare ad aderirvi
• Adozione di una tariffa progressiva per disincentivare pratiche di spreco, che garantisca la gratuità dei primi 50 litri giornalieri pro-capite, come stabilito dall’ONU.
• Promozione dell’uso di acqua potabile comunale attraverso l’installazione, in diversi punti della città, di fontane pubbliche, che distribuiscano acqua depurata liscia e gassata, con efficienza certificata;
• Incentivazione dell’utilizzo di acqua pubblica in caraffa nei locali, nelle mense scolastiche e negli edifici pubblici.
• Acqua pubblica certificata attraverso la pubblicazione delle analisi delle acque sul portale istituzionale del comune;
• Diffusione delle fontanelle pubbliche, in particolare nelle aree a grande frequentazione pedonale e ciclabile con pubblicazione di una mappa aggiornata sul portale comunale, supportata da indicazioni stradali ed informatiche;
• Promozione, sostegno e incentivazione nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni edilizie di una rete di raccolta delle acque piovane che confluisca in vasche di accumulo (e acque grigie anche con l’ausilio della fitodepurazione), per uso: irriguo, lavaggio strade, processi di recupero rifiuti e riciclaggio e processi industriali;
• Incentivazione dell’uso di bacini di contenimento delle acque piovane per attività industriali ed agricole;
• Impegno a migliorare le qualità organolettiche dell’acqua così come sgorga dai rubinetti.

Rifiuti Zero

R   come… Rifiuti Zero- obiettivo 80% RD.

La riduzione della quantità dei rifiuti solidi urbani, è uno dei punti qualificanti per una politica attenta alle sorti del Pianeta, alla qualità dell’aria e alla salute di tutti i Cittadini.

Il riciclo dei rifiuti, oltre che ridurre le conseguenze del loro smaltimento sull’ambiente,può produrre nuovi posti di lavoro fino 1 a 15 rispetto a inceneritori e discariche.Tutto quello che non è riutilizzabile, riciclabile o compostabile è il risultato di un erroredi progettazione e deve essere sanato.

Il processo produttivo deve essere innovativo ed impostato secondo i principi di cautela e rispetto dell’ambiente, attraverso strategie che vedano la collaborazione di istituzioni, imprese e università.

In questo ambito il MOVIMENTO 5 STELLE propone il“ chi meno inquina meno paga”.

A Varese è stata sperimentata, su mozione del Movimento 5 Stelle, la “Raccolta Puntuale”,che prevede un costo commisurato alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti.

L'intento è di penalizzare chi conferisce più rifiuti indifferenziati e di premiare chi, viceversa,

opera correttamente nella separazione dei rifiuti.

Incentivare la raccolta differenziata, infatti, consente di ridurre l’impatto sull’ambiente di inceneritorie discariche. Significa altresì ridurre i costi di smaltimento a carico della collettività. Significaconcorrere ad una miglior qualità dell’aria e, non ultimo il risvolto economico: i materiali riciclabili, infatti, hanno un mercato e la loro vendita rappresenta un introito interessante per le casse del Comune e per le tasche dei Cittadini.

La realizzazione di questo piano presuppone la partecipazione attiva di tutti gli enti che in questo ambito operano, pubblici e privati ma, risulta essenziale ed auspicabile la partecipazione di tutti i Cittadini

A cosa serve?
A diminuire lo sfruttamento e l’erosione delle risorse del Pianeta, a ridurre l’inquinamento dei comparti ambientali a tutto vantaggio della salute dell’Uomo. A mantenere inalterate aree vitali del Pianeta, come le foreste pluviali. Il cambio di paradigma si attua con la partecipazione del cittadino a beneficio di tutti.

Quanto costa?
E’ una politica di lunga prospettiva. Entro il primo anno dall’introduzione della tariffa puntuale porta a porta si prevede un risparmio che a regime potrà arrivare quasi al dimezzamento dell’attuale spesa, con riduzione sostanziosa e generalizzata della TARI. Una riorganizzazione della gestione permetterà di aumentare i posti di lavoro.

PREMESSA
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire dai seguenti concetti:

Tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile denota un errore di progettazione e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni.

Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai).

L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.

Come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova).

Gli orientamenti in materia previsti dalle leggi nazionali e dalle direttive europee privilegiano: a) la prevenzione e la riduzione alla fonte, b) il riutilizzo, c) l'ottimizzazione della raccolta differenziata, d) il riciclo e il recupero dei materiali inorganici ed organici per produrre materia prima secondaria per l’industria e il compost per l’agricoltura;

Uno studio di Regione Lombardia del 2010 (“Valutazione statistico-economica dei modelli di gestione dei rifiuti urbani in Lombardia”) evidenzia chiaramente che all'aumento della percentuale di raccolta differenziata diminuiscono i costi del sistema di gestione dei rifiuti, a tutto vantaggio dei cittadini.

Il costo medio di gestione (fonte gruppo Contarina SpA) per abitante nel Nord Italia è attestato a circa € 185 che per i circa 80.000 abitanti di Varese, determina un costo di circa € 14.800.000. Non si comprende pertanto (a meno di ipotizzare evidenti inefficienze) come la quota prevista a bilancio nel 2014 dal Comune di Varese possa essere stata di € 15.303.000 con una RD (nel 2013) di circa il 60%. Ben 500.000 euro in più rispetto alla media. Se invece il confronto lo facciamo col Comune di Ponte nelle Alpi (comune esemplare in campo della raccolta porta a porta) risulta che nel 2013 la differenza procapite a Varese è stata di circa il 77% superiore. Con una conduzione virtuosa (€104/ab) a Varese si potrebbe dunque diminuire la spesa per la gestione dei rifiuti di quasi 7 milioni di euro all’anno rendendo possibile una sostanziosa e generalizzata diminuzione della TARI.

Secondo il d.lgs 152/2006, e in accordo con il principio contenuto nella direttiva europea 2008/98/CE “chi inquina paga”, il produttore di rifiuti è responsabile della loro gestione e del loro corretto smaltimento.  Il costo deve essere equamente ripartito tra i produttori e i detentori di rifiuti in modo tale da rispecchiare il reale costo per l’ambiente della loro produzione e gestione e deve tenere in considerazione la quantità di inquinamento effettivamente prodotto;

Per tale motivo, con l'emanazione del c.d. decreto Ronchi (D.Lgs. 22/1997) è stato sancito il passaggio dal sistema della tassa a quello della tariffa. L’art. 49, comma 1, del citato decreto, istitutivo della “tariffa d’igiene ambientale” ha infatti soppresso la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti a decorrere dai termini indicati dal D.P.R. 158/1999 (Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani), entro i quali i comuni avrebbero dovuto provvedere all’integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa. Il comma 1-bis del medesimo art. 49 ha comunque consentito ai Comuni di deliberare, in via sperimentale, l'applicazione della tariffa anche prima dei citati termini. Termini però che, per effetto di successive proroghe legislative, non sono mai diventati operativi;

Il D.L. n. 201/2011 fissa al 1° gennaio 2013 l’entrata in vigore del nuovo tributo denominato Tributo Comunale Rifiuti e Servizi (Tares). L’aspetto interessante della Tares è il nuovo impulso verso la commisurazione del servizio all’effettiva quantità prodotta di rifiuti. Difatti i Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o che hanno realizzato sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso, possono, con regolamento, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo;

dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Lombardia in via di approvazione emerge quanto segue (cfr Proposta di Piano, Analisi critica diverse modalità tariffazione, 3.9.3 da pag 192; Altri obiettivi strategico-gestionali, tariffa puntuale, 10.3.5.1, pag 405; Piano d'azione per la riduzione dei rifiuti urbani in Lombardia, strumenti economico finanziari: l'introduzione della tariffa puntuale, pag 545)
•    con la cosiddetta tariffa puntuale viene contabilizzata la produzione effettiva di rifiuti, conteggiando prevalentemente l’indifferenziato e spingendo così il cittadino, oltre che a produrre meno rifiuti in totale, ad effettuare correttamente le differenziate;
•    i Comuni con tariffa puntuale in Lombardia  ammontano a 39 e nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti in via di approvazione vengono presi come riferimento le best practices;
•    è auspicabile la diffusione della tariffa sui servizi di igiene urbana basata sul metodo “puntuale”, ovvero basata sulla stima delle effettive quantità prodotte di rifiuto indifferenziato, al fine di incentivare fattivamente l’effettuazione delle raccolte differenziate;
•    ai fini di una gestione ottimale dei servizi ambientali le realtà dove sono state avviati sistemi di rilevazione puntuali riescono a fornire servizi più efficaci ed efficienti e a intercettare con maggior precisioni comportamenti non virtuosi;
•    dal punto di vista economico, si certifica come i sistemi di raccolta a tariffa puntuale permettono ai Comuni di affrontare con minori difficoltà la crescita dei costi unitari di smaltimento dei rifiuti urbani; la marcata diminuzione dei rifiuti urbani indifferenziati da smaltire determina un risparmio netto;

il Piano Provinciale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PPGIR) della Provincia di Varese in via di approvazione evidenzia nell’immagine dello schema di pagina 89 le sinergie conseguite con la possibilità di applicazione della tariffa puntuale, in particolare con le sue più efficienti modalità attuabili, costituisce un importante impulso all’ottimizzazione del sistema di gestione dei rifiuti, potendo avere benefici interessanti in termini di sviluppo delle raccolte differenziate e di contenimento dei costi del servizio (cfr  Nuove iniziative ed indirizzi,, 6.2.2. pag. 100) anche a favore dei cittadini virtuosi.

i sistemi attualmente utilizzati per l'identificazione del contenitore al fine dell'applicazione della tariffa puntuale si dividono in a) cartellini dotati di codice a barre, b) sacco prepagato, c) sacco pagato in fattura, d) contenitori riutilizzabili dotati di transponder, e) sacchi a perdere dotati di transponder;

in particolare questi ultimi due sistemi mirano a rendere possibile in modo automatico la tariffazione puntuale sull’indifferenziato nei sistemi porta a porta, basandosi su piccoli “chip” con transponder;

la tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification) utilizzata in questi sistemi permette l'identificazione e/o memorizzazione automatica di dati in particolari dispositivi elettronici (detti tag o transponder) grazie alla capacità di questi di rispondere all'"interrogazione" a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati per semplicità "lettori" a radiofrequenza, comunicando le informazioni in essi contenute;

i chip RFID possono essere installati sui contenitori rigidi, ma recentemente sono state avviate anche sperimentazioni con sacchi a perdere per l’indifferenziato, incollandovi TAG di basso costo simili a quelli utilizzati per l’antitaccheggio;
 
l’associazione sacco/utente nel gestionale tariffa avviene al momento della consegna – anche automatizzata - dei rotoli; l’utente espone il sacco a perdere; il sistema di bordo identifica il sacco al momento della raccolta; le letture/conferimenti vengono trasmesse a un server ovvero scaricate dall’hardware di lettura direttamente nel gestionale per il calcolo della parte variabile della tariffa;

ARS Ambiente ha effettuato una sperimentazione della tariffa puntuale spinta tramite sistema di identificazione a radiofrequenza (RFID) con sacchi a perdere dotati di transponder, presso i Comuni di Malnate e Saronno e anche nel Comune di Cassano Magnano (già menzionato nel citato PPGIR) è stato sperimentato a totale copertura il “sistema a sacco prepagato”; tale sperimentazione ha prodotto i seguenti risultati:
•    un aumento della percentuale di raccolta differenziata;
•    una maggiore accuratezza da parte dei cittadini nel conferimento dei rifiuti;
•    una riduzione dei chilogrammi di rifiuti indifferenziati conferiti dall’utenza, con conseguente minor costo di smaltimento a carico del Comune;
•    un corrispondente aumento dei chilogrammi di rifiuti correttamente differenziati, con conseguente aumento di introiti per le casse comunali provenienti dai consorzi della filiera Conai;

e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi ).

AZIONI
- piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo "Meno 100kg pro capite" con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico, etc.
- accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
- Incentivare l’apertura di “Negozi del riciclo” dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato.
- passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite Identificazione a Radio Frequenza (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti);
- raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro e feste cittadine in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana;
Accordi con la municipalizzata che gestisce il servizio per ottenere:
- potenziamento delle isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 20.000 e 25.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
- costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano e compost. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
- costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (riducendo scavi in cave);
- costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago” (

) investimenti per circa 6 milioni di euro con 64 dipendenti escluso indotto. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata;
-creazione di un apposito Centro Studi (uno per regione) in collegamento con le imprese del territorio e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutilizzabili, riciclabili o compostabili;
- per i rifiuti per i quali non si può applicare il principio delle quattro R+1 (Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero + Risparmio) prendere in considerazione la SCWO (ossidazione tramite acqua supercritica) detta anche “Combustione in acqua” meglio descritta da Roberto Fiorendi e Gianluca Cuc nel libro “Rifiuti Zero”.
- operare con mentalità “Rifiuti Zero” significa anche rendere insostenibili discariche e inceneritori oltre che recuperare un’infinità di cibo che altrimenti andrebbe sprecato (vedi tema “Lavoro & Alimentazione”).

Istituzione del Reddito di Cittadinanza Municipale

I   come… istituzione del Reddito di Cittadinanza Municipale.

Nessuno deve rimanere in dietro

L’esistenza di sacche di povertà non può essere considerato un problema di chi ne è vittima, bensì il problema di tutta una collettività.

Il Reddito di Cittadinanza Municipale è pensato per ridare dignità e respiro ai Cittadiniche stanno attraversando una temporanea difficoltà economica. L’intento è quello di riportare queste personead una condizione di sufficienza economica senza ridurre tutto ad un mero assistenzialismo.

Esso si propone di coinvolgere gli stessi, attraverso lo sdebitamento compensativo, all’interno di un circuitodi lavori socialmente utili, che possono avere un risvolto economico positivo anche per le casse del Comune e quindi per l’intera cittadinanza.

L'iniziativa, oltre che economica, ha lo scopo di infondere nel corpo della collettività i principi di solidarietà che qualificano la possibilità di definirsi “ Comunità”.

Numerose sono le iniziative che attengono a questo capitolo programmatico e che vanno nella direzione di aumentare il senso di partecipazione, di identità e di rispetto fra tutti i Cittadini.

Le scelte politiche che il MOVIMENTO 5 STELLE intende adottare in questo senso saranno volte al sostegno del reddito da lavoro, all'inserimento di tutti i soggetti a rischio di marginalitàsociale, contrastando la deriva del lavoro nero, sottopagato o precario.

Il fine dichiarato è di garantire a tutti un reddito minimo, quando questo non è posseduto,

mediante una totale o parziale integrazione economica.

L’elargizione del Reddito di Cittadinanza Municipale, che è destinato ai Cittadini maggiorenni

e alle famiglie i cui componenti risiedano a Varese da almeno tre anni, si somministrerà per bando

mediante Eco-Card. Sarà commisurato alle reali condizioni reddituali e subordinato a comportamenti eco-sostenibili e ad azioni virtuose nei confronti dell’ambiente e delle risorse naturali.


A cosa serve?
Serve a ridare dignità alla persona temporaneamente in difficoltà economica, restituendogli autostima e sollecitandolo allo sdebitamento sociale attraverso attività utili alla collettività (baratto amministrativo). Nessuno deve rimanere indietro!

Quanto costa?
Costa molto meno di quanto potrebbe costare una rivendicazione sociale senza sbocchi. Prima che economica è una questione di civiltà e di principi educativi. Al valore della solidarietà dovrebbe fare da contraltare quello della riconoscenza e dello sdebitamento sociale. In quest’ottica i costi economici verranno compensati dai valori di sostenibilità e di solidarietà sociale.

PREMESSA
Pur essendo un tema molto legato al lavoro e al welfare municipale, per la sua straordinaria importanza e innovazione il Reddito di Cittadinanza municipale viene qui trattato in modo autonomo e separato dedicandogli - per intero - una delle sette azioni che il M5S di Varese intende perseguire per il bene della città.  Nessuno deve ri-manere indietro! Attualmente in Italia sono troppe le persone e le famiglie che dispongono di un reddito che non permette di vivere con dignità. La mancanza di lavoro e di occupazione ne è la causa principale. Bisogna agire sui redditi e sul lavoro. Lo Stato, ma soprattutto i cittadini, non possono restare inermi.

Cosa deve cambiare?
Molte cose dovrebbero cambiare. Per aspirare a vivere in una società più solidale e sostenibile, per affrontare concretamente i problemi della Città di Varese e della sua vivibilità, per realizzare un mondo migliore per i nostri figli, in chi ci governa deve assolutamente cambiare:
•    Lo spirito deve essere di matrice innovativa. La classe politica deve esser quello di mettersi con dedizione al servizio del cittadino e non della “casta”.
•    L’atteggiamento deve essere quello dell’ascolto e dell’esecuzione della volontà dei cittadini (volontà popolare) e non della “casta”. Come l’ausiliario del traffico lo è del corpo di polizia locale, l’amministratore pubblico deve diventare un ausiliario dei cittadini e non della partitocrazia, come oggi purtroppo avviene.
•    L’approccio deve essere quello della sostenibilità, che non è fatta solo di denaro, economia e finanza, oltre che dagli egoismi che da tali “trappole” scaturiscono.
•    La politica deve  essere partecipata e lungimirante, in un certo senso “visionaria”, non legata ad ideologie, ma a idee utili ai noi cittadini e alle future generazioni Deve aiutare e incentivare il cittadino (non vessarlo), nelle sue difficoltà quotidiane comprese quelle economiche, a intraprendere percorsi virtuosi verso il risanamento e il consolidamento della tutela del territorio educandolo a coniugare nel migliore dei modi e soprattutto per l’interesse collettivo: etica, società, economia e ambiente.

Tra le tante cose che vorremmo offrire ai nostri cittadini (e in questo programma ne vengono descritte molte) ve ne sono alcune che per noi rappresentano delle essenzialità, proprio come l’atto da noi proposto del “respirare”. Riteniamo che esse costituiscano azioni imprescindibili senza le quali non sia possibile ottenere né un’efficace azione innovativa di governo, né alcuna virtuosità a beneficio dell’ambiente e del cittadino. Queste sette azioni, contenute nella parola RESPIRA, mirano ad un unico (ma non solitario) obiettivo strategico, ossia perseguire lo sviluppo sostenibile.

La crisi mondiale in atto non è contingente ma sistemica e strutturale. È un punto di non ritorno con cui il capitalismo globale deve fare i conti. Negli ultimi decenni si è assistito ad una progressiva e iniqua redistribuzione della ricchezza nei Paesi occidentali che, aumentando sempre più il divario tra i cosiddetti ricchi e i cosiddetti poveri, ha contribuito a ridurre in maniera determinante il potere d’acquisto di questi ultimi, mi-nando le fondamenta stesse del sistema economico attuale.

È necessario agire subito con un cambio di rotta e mettere al centro dell’azione politica il benessere del cittadino, riconoscendone innanzitutto i diritti di base: avere la possibilità e gli strumenti necessari per vivere una vita dignitosa, il diritto al lavoro, all’istruzione, all’informazione e alla cultura.

Abbiamo messo da parte i diritti dell’uomo per fare posto al consumismo sempre più estremo. È necessario rivedere tutto, partendo dall’istruzione. Ormai la scuola non è più vincolata tanto alla cultura quanto al prodotto interno lordo (PIL), in quanto si studia per cercare lavoro, si lavora per produrre, si producono beni, spesso non necessari e inutili, in eccesso rispetto alle reali necessità del mercato, per aumentare il valore del PIL.

Dobbiamo rivedere il concetto stesso di lavoro. Perché lavoriamo? Lavoriamo per offrire beni e servizi alla società. Lavoriamo per essere retribuiti e garantirci gli stessi beni e servizi che la società ci offre. Lavoriamo per assicurarci un guadagno grazie alla formazione scolastica e alle competenze acquisite negli anni, dall’artista all’operaio, dall’insegnante al dirigente. Lavoriamo non per far crescere l’indice di produttività, ma per far crescere il benessere, per vivere una vita dignitosa e felice.

Occorre prendere coscienza che, con le misure adottate dall’attuale classe politica, mai più ci sarà lavoro stabile e garantito per tutti. La conseguenza di tutto ciò è una progressiva e irreversibile esclusione di tanti dal tessuto sociale e dunque un impoverimento generale della società, una perdita progressiva di inclusione e di comunità, il cui contraltare è un aumento dell’insicurezza e del rischio sociale e della violenza urbana, fonti di rabbia e di arroccamento individuale di alcuni privilegiati nelle proprie posizioni acquisite.

La criticità della situazione attuale è confermata dai dati. Nel primo decennio degli anni Duemila, l’Italia è risultato il Paese dell’Eurozona che è cresciuto al ritmo più lento, circa un terzo della media, meno della metà della Germania, quasi un terzo della Francia; rispetto al picco toccato sei anni fa, il PIL italiano si è ridotto del 9 per cento, il PIL pro capite è diminuito del 10,4 per cento, in misura pari a circa 2.700 euro in meno per abitante, ed è così tornato ai livelli del 1997, costituendo un caso unico (e perciò ancora più preoccu-pante) tra i Paesi dell’area euro.

Le tabelle dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) per il secondo trimestre del 2013 rilevano che sono circa 3 milioni i disoccupati e circa 3 milioni le persone che non cercano impiego ma sono disponibili a lavorare. In ambito pensionistico si rileva che su 7,2 milioni di pensionati, il 17 per cento può contare su un reddito sotto i 500 euro, il 35 per cento ha una pensione tra 500 e 1.000 euro e solo il 2,9 per cento ha una pensione che va oltre i 3.000 euro. Nel 2013 sono 4 milioni i cittadini italiani che, per sfamarsi, sono costretti a chiedere aiuto, con un aumento del 10 per cento rispetto allo scorso anno e del 4 per cento rispetto al 2010.

Il livello di tassazione e di contribuzione gravante sul lavoro è ormai insostenibile per le imprese e riduce il reddito disponibile delle famiglie, oltre a penalizzare la competitività delle imprese stesse. L’elevata imposizione sui redditi di lavoro comporta infatti un livello di retribuzione netta tra i più bassi d’Europa. L’effetto dell’elevata contribuzione sociale, invece, è quello di rendere il costo del lavoro molto più elevato della retribuzione lorda: l’incidenza del cuneo contributivo in Italia è del 32 per cento del costo del lavoro, con il valore più alto tra quelli rilevati negli Stati aderenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Nella comunicazione della Commissione europea «Un’esistenza dignitosa per tutti: sconfiggere la povertà e offrire al mondo un futuro sostenibile» (Bruxelles, 27 febbraio 2013) viene evidenziato che «eliminare la povertà e garantire prosperità e benessere duraturi sono tra le sfide più pressanti che il mondo si trova ad affrontare».

L’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea sancisce che «Al fine di lottare contro l’esclusione sociale e la povertà, l’Unione riconosce e rispetta il diritto all’assistenza sociale e all’assistenza abitativa volte a garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto dell’Unione e le legislazioni e prassi nazionali».

L’articolo 151 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sancisce che l’Unione e gli Stati membri hanno come obiettivi la promozione dell’occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro che consentano una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, la lotta contro l’emarginazione, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo.

Nell’articolo 30 della Carta sociale europea (riguardante il diritto alla protezione contro la povertà e l’emarginazione sociale) è previsto che «Per assicurare l’effettivo esercizio del diritto alla protezione contro la povertà e l’emarginazione sociale, le Parti s’impegnano: a prendere misure nell’ambito di un approccio globale e coordinato per promuovere l’effettivo accesso in particolare al lavoro, all’abitazione, alla formazione professionale, all’insegnamento, alla cultura, all’assistenza sociale medica delle persone che si trovano o rischiano di trovarsi in situazioni di emarginazione sociale o di povertà, e delle loro famiglie; a riesaminare queste misure in vista del loro adattamento, se del caso». Sulla scorta di tali enunciazioni si ritiene doverosa e non più procrastinabile l’appro-vazione di una legge che riconosca a tutti i cittadini il diritto di ricevere un reddito minimo.

AZIONI
(1) Reddito di Cittadinanza Municipale (RCM).
Per far fronte all’inaccettabile latitanza sui principi universali di solidarietà sociale perpetrata dal Governo nazionale, regionale ed anche da quello locale di Varese, sulla scorta del Disegno di Legge n. 1148 presentato al Senato nella  XVII Legislatura e comunicato alla presidenza il 29 ottobre 2013, il MoVimento 5 Stelle di Varese ha intenzione di istituire in via sperimentale, attraverso bandi di partecipazione progressiva, il Reddito di Cittadinanza Municipale. Il nuovo istituto verrà gestito dagli Uffici dei Servizi Sociali comunali adattandone - per analogia - le declinazioni del testo normativo presentato in Senato.
 Il RCM è finalizzato a contrastare la povertà, la diseguaglianza e l’esclusione sociale nonché a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione, attraverso politiche volte al sostegno del reddito da lavoro e all’inserimento sociale di tutti i soggetti in pericolo di marginalità, nella società e nel mondo del lavoro. Fin tanto che non verrà istituito a livello regionale o nazionale, a Varese intendiamo tutelare i diritti all’informazione, all’istruzione, al lavoro e alla cultura tramite l’istituzione del reddito di cittadinanza municipale con il fine, di non minore importanza, di assicurare serenità e certezza nella vita dell’individuo, tramite l’eliminazione dell’ansia dovuta alla precarietà che molti lavoratori hanno dovuto accettare. Anche in questo senso agisce il reddito di cittadinanza, garantendo ad ognuno la possibilità di potersi affermare nel mondo del lavoro vincendo il ricatto del lavoro nero, del lavoro mal pagato o precario.

L’RCM è rivolto ai cittadini residenti a Varese da almeno tre anni, che abbiano compilato una dichiarazione IRPEF (riferita ai redditi percepiti da tutto il proprio nucleo familiare nei dodici mesi precedenti la richiesta di accesso al RCM e dei presumibili redditi che verranno percepiti nei dodici mesi successivi allegando altresì la dichiarazione ISEE) sotto le soglie reddituali  previste dall’Allegato 1 del già citato disegno di legge n.1148, e che dunque sono sottoposti a rischio povertà.

In via sperimentale ed entro il numero previsto dal bando, i cittadini maggiorenni/famiglie residenti a Varese da almeno 3 anni,  potranno richiedere che gli vengano riconosciuti crediti economici sottoforma di reddito di cittadinanza municipale mensile. Il credito consisterà in un eco-incentivo economico, al quale sarà aggiunto (per redditi inferiori a € 7.500 annui) l’accesso gratuito alimentare, e sarà commisurato alla capacità contributiva del cittadino espressa in termini di ore di attività e mansioni virtuose appartenenti alla sfera dei lavori cosiddetti socialmente utili, aderendo così anche al comma 1 dell’art. 53 della Carta Costituzionale. Il credito è riconosciuto anche sotto forma di integrazione al reddito percepito mensilmente fino alla concorrenza dell’importo massimo erogabile stabilito dall’Allegato 1 del disegno di legge anzidetto, e si propone di dare un sostegno al reddito e all’occupazione, in attesa che il cittadino ritrovi collocazione nel mondo del lavoro.

L’accesso alimentare gratuito domiciliare, riconosciuto e garantito dal Comune tramite apposito servizio gestito dagli stessi beneficiari del RCM, è computato ai fini economici in € 6 equivalenti giornaliere pro capite. Tale importo verrà dunque scalato dal credito in conto derrate alimentari corrisposte. L’accesso alimentare, che potrà avvenire con consegna a domicilio o recandosi presso appositi magazzini di deposito, è reso disponibile applicando la cosiddetta “Legge del Buon Samaritano”.

Il RCM elargito verrà accreditato su eco-card (o con moneta parallela) e commisurato a comportamenti eco-sostenibili legati al rispetto e al risparmio ambientale e di sobrietà nell’utilizzo delle risorse naturali che il richiedente dovrà dimostrare di aver assolto nell’anno solare. Il RCM sarà spendibile sia da parte del cittadino che dei propri famigliari a carico, per il pagamento di qualsiasi servizio comunale, tariffa, affitto, imposta e/o tassa locale. L’erogazione sia del servizio che degli eco-incentivi è temporalmente limitato alla durata della legislatura comunale. A causa dell’occasionalità e della limitata temporalità, per lo svolgimento delle attività previste dal “Servizio di Prossimità” è previsto da parte del Comune l’assolvimento delle incombenze assicurative ma non quelle previdenziali.
Per l’ottenimento dell’RCM occorre dimostrare di aver assolto ai seguenti precetti ambientali:
- a) Il cittadino in età lavorativa deve limitare la percorrenza chilometrica annuale del proprio automezzo (se a combustione interna) entro i 5.000 Km/anno (dispositivo GPS o con verifica de visu del chilometraggio). b) Il cittadino pensionato deve rinunciare all’uso dell’auto (vale il fermo amministrativo con franchigia 500 Km) utilizzata/posseduta dalla famiglia per tutto il periodo di elargizione dell’eco.incentivo;
- avere un contratto di Energia Elettrica 100% rinnovabile con consumo annuo < 3.000 Kwh. se il  contatore è di potenza > 3 KW.
- limitare nell’arco dell’anno il consumo di acqua potabile giornaliero entro i 90 litri pro capite.
- limitare nell’arco dell’anno la produzione di rifiuto secco indifferenziato (sacco viola) entro i 4 sacchi all’anno pro capite (60 Kg di secco pro capite) RiFid;
- iscrizione al “servizio di prossimità” per lo svolgimento di attività e lavori socialmente utili (l’esenzione al servizio è prevista per i nuclei familiari con a carico portatori di disabilità permanente o in caso di maternità).

Partecipazione

Pcome Partecipazione dei cittadini alla vita pubblica

Il cittadino deve poter accedere attivamente alla vita pubblica e deve sentirsi motivatoa farlo attraverso tutte le forme di partecipazione democratica diretta.

Troppe scelte, nei decenni, sono state prese dalle Amministrazioni sulla testa dei Cittadini, che disillusi, si sono drammaticamente allontanati dalla politica. Questo ha creato una scollatura fra i Cittadini e chi li avrebbe dovuti rappresentare, situazione questa che può mettere in grave pericolo la stessa tenuta democratica della nostra società.

Il Comune non deve trattare i Cittadini come sudditi, deve ridare attenzione alle sue aspettative e aprirsi al loro contributo attivo nelle varie istanze della società civile.

Che cosa può fare un'amministrazione locale per riportare i Cittadini nel circuito della vita pubblica?

Modificare lo statuto comunale riattivando una rete di comunicazione efficace che agisca nella reciprocità fra Amministrazione e Cittadini dando la massima informazione delle iniziative pubbliche, consentendo agli stessi Cittadini di intervenire nel dibattito e nelle decisioni, con tutte

le forme della democrazia non escluso lo strumento referendario.

Questo potrà riavvicinare i Cittadini alla politica nel senso più nobile del termine, innalzando la partecipazione, il senso civico e il piacere che ne deriva dal percepire il proprio coinvolgimento come efficace e utile all’intera collettività.

I sistemi di comunicazione oggi a nostra disposizione consentono di poter agevolare l’informazione,il dibattito fra pubblico e privato e la partecipazione attiva alle scelte amministrative.

Quali gli ambiti di coinvolgimento è subito detto:

-stesura del Bilancio Comunale in modo partecipato,

-referendum propositivi, consultivi o abrogativi senza quorum,

-informazione diretta sulla vita amministrativa e sulle scelte che si intendono adottarefacilitazione della fruizione dei servizi comunali,

-integrazione e dialogo fra i servizi comunali per aumentarne la fruibilità, l'efficienza e l’ottimizzazione dei costi.


A cosa serve?
Serve a rimettere la volontà democratica al centro dell’azione politica dell’Amministrazione Comunale senza che quest’ultima possa fare come gli pare. La sovranità della città torni ai varesini.

Quanto costa?
Non costa nulla in termini economici. Occorre inserire nello statuto comunale la partecipazione del cittadino attraverso l’istituto della consultazione referendaria popolare senza quorum.

PREMESSA
I temi della partecipazione e della condivisione sono fondamentali per una società che si proclama democratica. Oggi l’intera architettura del nostro sistema democratico è basato sulla rappresentanza dei gruppi politici, ossia sull’elezione di figure appartenenti a un determinato gruppo politico che rappresenta l’elettore nelle incombenze istituzionali dello Stato.

Nella nostra città la parola “partecipazione” è da sempre bandita dal vocabolario politico, tanto che a Varese il maggior successo dei processi partecipativi è rappresentato dai sondaggi sul posizionamento delle statue nelle piazze o sulla varietà da utilizzare per la piantumazione di Piazza Repubblica.
Le decisioni relative al posteggio di Villa Recalcati, alla sede del nuovo Ospedale del Ponte, alla destinazione della Ex-Caserma e all’edificazione di un nuovo eventuale Teatro sono state prese dalla Giunta uscente senza tenere conto dei bisogni dei Cittadini. Peggio ancora, per il progetto del parcheggio al Sacro Monte, la raccolta firme dei Cittadini contrari all’opera non è nemmeno stata presa in considerazione, in nome di impegni già presi e di interessi personali e di amici degli amici.

AZIONI
Le Circoscrizioni sono morte! Viva il decentramento!
Nessuno rimpiange la vecchia struttura delle Circoscrizioni della nostra Città, tuttavia, assieme a tale tipo di decentramento, sarebbe controproducente rottamare definitivamente gli strumenti annunciati e mai attuati.
In un periodo di drammatico e continuo cambiamento come questo, a maggior ragione, serve avvicinare le istituzioni ai cittadini, quanto a capacità di dare risposte alle necessità del territorio.
Le Circoscrizioni si sono trasformate, nel tempo, da organi di partecipazione reale a mere copie in scala ridotta del Consiglio Comunale, con le stesse dinamiche partitocratiche ed hanno finito per divenire un elemento del dibattimento di atti di Giunta e Consiglio Comunale, spesso svilendo il ruolo stesso di quest’ultimo.
Una volta dismesse le stesse strutture delle circoscrizioni, occorreva pensare ad un decentramento che sapesse valorizzare la volontà della cittadinanza che vuole dare un contributo fattivo e volontario per i beni comuni.
Serviranno quindi sempre più luoghi di aggregazione, perché l’alternativa è una progressiva disgregazione sociale e del tessuto cittadino.
In qualunque modifica di aspetti urbanistici occorre coinvolgere i cittadini nei processi partecipativi per le scelte che riguardano il proprio quartiere/rione.

Bilancio partecipato
Il Cittadino deve poter governare la propria città. Consiglio, Giunta e Sindaco sono al suo servizio per fare in modo che ciò avvenga nella maniera più efficace ed efficiente possibile. Da qui serve ripartire, perché l’incapacità di incidere sulla realtà è la ragione che ha allontanato i comuni cittadini dalla vita politica. Destinare una parte importante del bilancio a scelte partecipate è quindi un passo fondamentale per la credibilità della classe politica, la quale deve necessariamente fare un passo indietro per consentire alla cittadinanza attiva di poterne fare due in avanti.
Quali dovrebbero essere gli attori di questo processo? I soggetti legati al territorio: le associazioni di categoria, le realtà del terzo settore e tutte le forme di libere associazioni, compresi i comitati di cittadini.
Facendo tesoro delle esperienze di altri Comuni, serve partire da una quota di bilancio superiore al 20% per farla crescere nel tempo.
Il bilancio e lo stato patrimoniale del Comune devono diventare comprensibili a tutti i cittadini e quindi devono essere fortemente semplificati ed accessibili.

Referendum propositivo senza quorum e sondaggi d’indirizzo.
A Varese non si è mai ricorsi ad referendum consultivo ed il solo nominare una tale eventualità ha sempre scatenato grandi polemiche e formali ritrosie da parte dell’Amministrazione. Ciò dimostra, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, quanto le maggioranze di governo della città, tutte e da sempre, abbiano mai creduto negli strumenti di democrazia diretta.
Cambiare lo Statuto Comunale per istituire l’istituto del referendum propositivo senza quorum è un passaggio necessario affinché i cittadini possano avere una seconda chance sulle scelte delle amministrazioni, di qualsiasi colore esse siano.
Le stesse cariche del sindaco e degli assessori devono poter essere revocate attraverso la previsione nello Statuto dell’istituto del Recall, previsto dalla proposta di legge di iniziativa popolare Quorum Zero.
Uno dei cardini del M5S è che a governare siano i cittadini e che, di conseguenza, gli amministratori pubblici abbiano il compito di intraprendere azioni derivanti dai bisogni e dalle scelte dei cittadini. L’attivazione di uno strumento trasparente, veloce e certificato, che permetta ai cittadini di fornire indicazioni di orientamento rispetto a progetti, scelte ed attività comunali, seppur non legalmente vincolante, lo è moralmente.

Question Time Comunale
Quante volte avete rivolto una domanda al vostro Sindaco che è rimasta lettera morta?
Ebbene siamo orgogliosi di comunicarvi che i 5 stelle di Varese aggiungeranno un altro tassello alla rivoluzione della trasparenza che si sta già compiendo nei comuni dove i 5 stelle già governano.
Un cittadino potrà  recarsi in Consiglio Comunale e interrogare il proprio Sindaco sui problemi della città o avanzare proposte. Il Sindaco sarà tenuto a rispondergli pubblicamente come prevederà il nuovo Statuto.
Si chiama "Question Time Comunale" ed è una sfida sulla trasparenza e sulla democrazia diretta che il Movimento 5 Stelle lancia a tutti gli altri sindaci d’Italia e alla partitocrazia: permettere ai cittadini di chiedere conto dell’operato del Sindaco.
Lottocrazia
E’ indispensabile il ritorno all’estrazione a sorte per l’albo degli scrutatori, introducendo tra i criteri di ammissibilità in questo registro dello status di disoccupato, con priorità preferenziale.
L’elezione del difensore civico deve poter essere effettuata da tutti i cittadini, i quali dovranno avere effettivi poteri di rappresentanza e gli strumenti per poter sanzionare i comportamenti scorretti dell’amministrazione comunale.

Comunicazione Comune-Cittadini
E’ necessario pubblicare sulla Rete Civica una rubrica “il Comune informa” (anche sotto forma di newsletter - con versione cartacea) che permetta ai cittadini di essere avvisati per tempo delle attività sul territorio comunale (cantieri, manifestazioni, pulizie strade, taglio del verde ecc.) ed in merito alle discussioni in corso che riguardano le diverse zone della città. In questo modo sarà consentito ai cittadini di verificare nella specifica zona in cui abitano, vivono, lavorano l’effettivo avanzamento delle attività e segnalare per tempo eventuali anomalie.

Solidarietà sociale

Il lavoro e la sua massima diffusione determina la qualità ed il grado di sviluppo di una intera collettività.

Cosa può fare l'amministrazione locale per incentivare l’offerta di lavoro e migliorare lo stato sociale di tutti i Cittadini?

Le agevolazioni fiscali ed economiche, se impostate nel giusto modo, possono dare una risposta appropriata a chi, imprenditore, intende investire e operare sul nostroterritorio. L’occupazione deriva dall’impresa e questo è imprescindibile.

Quali i settori di intervento?

riqualificazione delle aree dismesse,

riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente pubblico e privatorisparmio energetico degli edifici,

-mobilità a emissioni zero,

-raccolta differenziata per limitare al massimo i rifiuti con una politica efficace del riciclo,

-sviluppo di attività agricole e di allevamento basate su cicli di produzione biologiche,

-commercio equo-solidale,

-limitazione degli sprechi in ambito pubblico e privato,

-iniziative culturali, sportive e turistiche,

-incentivazione all’associazionismo di qualità



A cosa serve?
E’ la condizione di partenza per lo sviluppo sostenibile della città. Nessuno deve rimanere indietro! Dall’avvento della crisi internazionale anche i cittadini e le famiglie varesine sono in affanno per la perdita del lavoro e per la diminuzione del reddito. Politiche di sostegno al lavoro non servono a far crescere l’indice di produttività bensì a far crescere il benessere e la qualità della vita del cittadino.

Quanto costa?
Ristabilire accettabili condizioni occupazionali in cambio del mantenimento di condizioni altrettanto accettabili sulla qualità della vita cittadina, può essere un modo vantaggioso per ristabilire quella reciproca soddisfazione ed equilibrio tra governo della città e cittadino. Ristabilire un posto di lavoro oggi delocalizzato più che determinare un costo determina un vantaggio.

 Il presente capitolo è dedicato alla memoria di Gabriele Cipolla

PREMESSA
Il periodo di stagnazione in cui la lunga crisi ci ha precipitati, continua a travolgere le famiglie, i posti di lavoro e la vita delle persone. E’ quasi paradossale osservare come più i nostri governanti si sforzino di trasmettere ottimismo attraverso messaggi via etere (e che vorrebbero la crisi ormai alle spalle) e più gli indici macroeconomici tendano invece a peggiorare. Quasi a dire: occorre essere più incisivi e tempestivi!

Parlare di “lavoro” significa indiscutibilmente parlare anche di condizione sociale intesa come welfare periferico o municipale. Infatti tra le due problematiche vi è un rapporto di simbiosi, un’implicazione biunivoca: se è vero che da una parte la “ricchezza” di lavoro determina la condizione di efficacia dello stato sociale di una comunità, dall’altra parte è altrettanto vero che la qualità dello stato sociale della comunità locale dipende dall’offerta di lavoro che il territorio è capace di esprimere, sia in termini qualitativi che quantitativi. Non a caso abbiamo scelto di unire le due macro voci in questo unico capitolo.  

A Varese e dintorni, dove un tempo la “locomotiva del nord” (come era chiamata) tirava senza ritegno suscitando le invidie d’oltralpe, ora è panico. La gravità della condizione impone agli enti locali di farsi carico di un problema diventato serio. I politici (che dovrebbero invece risolverli i problemi) non possono più tirarsi indietro astenendosi dalla funzione propositiva che dovrebbero avere, o limitarsi a spostare la disputa tra governo nazionale e sindacati, che pure hanno le loro gravissime colpe. Dalla crisi del 2009 il tasso di disoccupazione a Varese è passato dal già grave 6,3% all’8,6% nel 2013, superando addirittura la media lombarda  attestatasi all’8,1%. Se si considera il dato pre-crisi del 2007 (2,9%) i dati mettono i brividi. Da qualche tempo una nefasta affermazione incomincia a farsi strada: quand’anche riusciremo a superare questa stagnazione, mai più sarà tutto come prima.

Su dati resi noti dall’Istat, da un’analisi compiuta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, emerge che per i lavoratori maschi la disoccupazione arriva a Varese al 10,3% (Lombardia 7,6%) attestandosi su dati non lontani dalla media nazionale che raggiunge l’11,5%. Per i giovani dai 15 ai 24 anni la situazione è ancora più grave. Si è passati dal 25,2% al 39,1 facendo registrare punte del 45% per gli uomini e del 29% per le donne.

Nel 2014 abbiamo toccato il record lombardo di disoccupati (35.000), e oggi viviamo di Ticino. Infatti se a Varese non ci fosse il vicino Canton Ticino (funzionante da ammortizzatore sociale) il numero dei senza lavoro potrebbe persino raddoppiare.

Defiscalizzare contro delocalizzare
La delocalizzazione e la chiusura di attività produttive indotte dalla troppo elevata pressione fiscale in capo alle aziende del territorio e dal calo della domanda interna, rischia di mettere a repentaglio il posto di lavoro non solo di tanti cittadini ma nell’intera area varesina. Come abbiamo più volte ribadito in questo programma elettorale, per non essere travolti occorre ripensare a un nuovo paradigma capace di rimettere al centro dello sviluppo un modello basato sullo sviluppo sostenibile, e che non a caso è il filo conduttore di tutto il nostro programma elettorale.

Anche in ambito locale, per quel che può essere consentito ai sindaci, occorre iniziare a compiere azioni e riforme coraggiose - ma sostenibili - che potrebbero avere molti riscontri positivi anche se attuate con molto ritardo. Dando finalmente attuazione al principio comunitario del “chi inquina paga”, occorre spostare l’imposizione fiscale della tassazione locale dal lavoro al consumo di ambiente e territorio. Naturalmente tutto ciò avrebbe più forza se fosse supportato da un’azione di governo nazionale, ma occorre pur partire da qualcosa anche in ambito locale e noi intendiamo partire proprio da qui. Vogliamo defiscalizzare le aziende virtuose per farle “ripartire”.

Duole dirlo, ma il tempo dei fuoriclasse dell’imprenditoria italiana e di lungimiranza di stampo “olivettiano”, sembra sia tramontato per sempre. Proprio così, dal dopoguerra ad oggi, in una manciata di decenni, la globalizzazione sembra aver fagocitato un periodo indimenticabile di etica imprenditoriale che pure ha lasciato molti segni positivi in Italia, in Europa e nel mondo. Non esistono più gli imprenditori di una volta (verrebbe da dire) e quelli di oggi, insieme alla classe politica, ne hanno dismesso da tempo il ruolo, per assumere quello più nefasto dei “prenditori”.

Questa nuova categoria, generata dal paradigma del mercato globale spinto da atteggiamenti tanto avidi quanto amorali, non si accontenta più di equi tornaconti o eque tasse nelle quali sia inclusa anche la soddisfazione di dare lavoro e prosperità alle famiglie dei propri operai, lustro al territorio rispettandolo, perpetuare le tradizioni di famiglia sul territorio, “formare” i lavoratori con l’esempio quotidiano, la cultura, l’etica. Oggi, se mancano le risorse economiche, o si chiude o si delocalizza, anche perché le stesse banche non sono più quelle di una volta, oggi ti voltano le spalle e… o ti arrangi o muori. Insomma un mondo alla rovescia che occorre urgentemente riformare partendo dagli enti locali e da una nuova classe dirigente.

E’ infatti evidente che qualche torto deve pur averlo compiuto anche questa classe di amministratori pubblici, più intenta a far cassa e ad apparire con promesse elettorali, piuttosto che a dare risposte e opportunità  concrete alle rispettive esigenze di lavoratori, imprenditori e cittadini. E allora chiediamoci a voce alta: quali e quante misure di contrasto efficaci ha attuato l’amministrazione uscente per far fronte al problema della delocalizzazione, e della morsa fiscale che determina la chiusura delle nostre aziende?

Green economy, ma non solo
Con l’attuale modello di sviluppo, siamo tutti consapevoli che non si potrà uscire dalla stagnazione, se non infliggendo colpi mortali al territorio, all’ambiente e alle speranze delle future generazioni. Con la nuova straordinaria cementificazione del territorio varesino che l’amministrazione uscente ha previsto per il 2016, con più di 9,5 milioni di euro per Oneri di Urbanizzazione, oggi ne abbiamo la prova evidente. L’obiettivo per uscire dalla crisi non deve essere (solo) quello dell’aumento della produttività del lavoro o della cementificazione dei suoli, bensì quello di ottimizzare la produttività delle risorse impiegate e la gestione del  processo produttivo. Noi proponiamo un concreto sostegno alle aziende e al mondo del lavoro disposto ad orientarsi verso questa grande opportunità del terzo millennio: la green economy.

Quanto lavoro utile e prezioso può nascere dalla riconversione ecologica degli edifici?
- quanto dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente (pubblico o privato)?
- quanto dal risparmio energetico degli edifici?
- quanto dalla mobilità a zero emissioni?
- quanto dalla raccolta differenziata tendente ad azzerare e riciclare i rifiuti?
- quanto dalla valorizzazione delle attività agricole del territorio?
- quanto dalle coltivazioni “bio” locali?
- quanto dal commercio solidale?
- quanto dall’applicazione della “legge del buon samaritano”?
- quanto dalla lotta agli sprechi?
- quanto dall’applicazione del “servizio di prossimità”?
Queste sono le aree di sviluppo che vorremmo valorizzare richiamando da tutto il mondo imprenditoriale italiano ed estero investimenti sul territorio varesino per ridare offerta occupazionale sostenibile ai cittadini varesini.

Come fare?
Come un buon padre di famiglia non si dà alle spese pazze personali mentre vede mancare il necessario ai propri famigliari, così un buon amministratore locale non dovrebbe pensare di spendere il denaro pubblico (tra l’altro in diminuzione) per la realizzazione di “capricci”, ossia opere pubbliche tanto costose quanto contestate. Soprattutto in un momento come questo, quando i lavoratori subiscono sulla loro pelle il tasso di disoccupazione più alto della Lombardia. Ancora una volta ribadiamo a chiare lettere la nostra proposta politica:
“Varese non ha bisogno di nuove strade, non ha bisogno di nuove rotatorie, di nuovi parcheggi, di superflue o contestate opere pubbliche, Varese non ha bisogno di consumare altro suolo con altro cemento; Varese ha solo bisogno di un’aria nuova, foriera di onestà, modernità e innovazione nel conservare bene ciò che già esiste.  In breve: “Varese RESPIRA …se cambia”.

AZIONI
Siamo determinati a coinvolgere le famiglie varesine e tutte le categorie del mondo del lavoro che si renderanno virtuose, ossia partecipi al cambiamento. Abbiamo pertanto pensato di proporre azioni/misure incentivi defiscalizzanti comunali dedicati:
a)    alle nuove imprese (22);
b)    alle imprese esistenti interne alla zona stellata (23);
c)    ai commercianti (ristoranti + bar compresi) interni alla Zona Stellata (24);
d)    ai cittadini lavoratori occupati (25);
e)    ai cittadini e famiglie: Servizio di Prossimità e RCM (a  questo punto è espressamente dedicata la voce “I” come istituzione del Reddito di Cittadinanza Municipale)
1)    RCM (1);
2)    RDM (26).

a)    Azioni dedicate alle nuove imprese (22)
A fronte di una specifica convenzione tra l’Amministrazione comunale e il mondo imprenditoriale ed al fine di perseguite i 10 obiettivi strategici qui sotto riportati, a fronte di dovute ma sostenibili garanzie, il Comune si impegna tramite il seguente POPSI ad offrire una serie di inedite defiscalizzazioni a favore di quelle imprese che vorranno tornare a investire sul territorio varesino.

POPSI
Piano di Offerta Pubblica Sostenibile per l’Industria

Obiettivi generali
Il presente POPSI si propone il raggiungimento dei seguenti 10 obiettivi strategici che potranno caratterizzare il futuro sviluppo del territorio varesino nel segno di un nuovo paradigma sociale, economico ed ambientale:
•    sostenere la ripresa di settori strategici per la crescita dello sviluppo sostenibile;
•    contrastare la delocalizzazione e la disoccupazione;
•    creare nuova e qualificata occupazione produttiva;
•    aumentare i consumi interni di prodotti e servizi sostenibili;
•    promuovere l’innovazione e la ricerca nel campo della green economy;
•    attrarre nuovi investimenti da destinare alla green economy;
•    incentivare la riconversione delle attività produttive nel segno della tutela ambientale;
•    rilanciare il “made in Italy” e proporsi come polo attrattore d’eccellenza per la green economy europea e mondiale;
•    promuovere il “made in Lombardia” per i prodotti sostenibili dedicati al mercato interno;
•    diminuire burocrazia e tassazione alle attività dedicate alla sostenibilità;

Con apposita convenzione da sottoscrivere tra le parti
Il Comune di Varese

offre e si impegna ad accogliere sul proprio territorio un numero di attività produttive e di servizi a corredo, limitato alle aree produttive attualmente dismesse e/o abbandonate, disposte ad ottemperare ai suddetti obiettivi generali garantendo altresì occupazione ad almeno 30 dipendenti ciascuna (5 per gli incubatori d’impresa, start-up, ecc.);
 
Le attività ammesse dovranno essere convenzionate e a impatto zero, ossia a zero consumo di suolo (ristrutturazione di siti industriali esistenti), energeticamente  autosufficienti almeno all’80%, dotate di edifici eco-sostenibili a 5 stelle, dotate di raccolta differenziata dei rifiuti di tipo spinto,  e dedicate alla produzione di:
1)    mobilità sostenibile su gomma; ossia autoveicoli, moto, ciclomotori, veicoli commerciali con propulsori totalmente a zero emissioni (neutral carbon);
2)    tecnologie, apparati e/o manufatti per la produzione di energie da fonti rinnovabili;
3)    prodotti originati dalla chimica verde (sostenibile, bio-eco-compatibile, chemiurgia);
4)    tecnologie “bio”, apparati e attività connesse alla separazione e differenziazione dei rifiuti, volti all’ottimizzazione del ciclo RIFIUTI ZERO;
5)    agro-alimentare e bevande, esclusivamente di natura biologica e a Km breve;
6)    servizi connessi all’agenda digitale o agli incubatori d’impresa;
 è ammessa a far parte delle suddette attività la filiera di distribuzione e lo stoccaggio di  prodotti interamente eseguiti dalle attività convenzionate e l’aggregazione di attività produttive di minore entità, fermo restando l’obbligo del raggiungimento minimale occupazionale richiesto entro il territorio varesino (più sedi ma con i complessivi dipendenti richiesti dal BOPS).


Alle attività produttive ammesse dal bando che ottempereranno alle suddette obbligazioni
Il Comune di Varese offre

a)    la gratuita e libera ristrutturazione di aree industriali del territorio varesino, edifici industriali in disuso e/o abbandonati, anche attraverso demolizione (parziale o totale se non vincolati da enti superiori) con ricostruzione anche in ampliamento di superfici e volumi funzionali all’attività produttiva, ottemperando alle sole norme del Regolamento Edilizio e Certificazione ENergetica Sostenibile del XXI secolo (RECENS21) con l’obbligo del raggiungimento almeno dell’80% di eco-sostenibilità (cinque stelle) e di autosufficienza energetica (per situazioni intermedie, si valuteranno gli incentivi da confermare tra quelli di seguito indicati).
b)    l’azzeramento degli oneri concessori necessari per le suddette attività edilizie, ossia l’azzeramento degli Oneri di Urbanizzazione e del Contributo sul costo di Costruzione di cui agli artt. 43 e 44 della L.R. n°12/2005;
c)    l’azzeramento delle addizionali comunali IRPEF, per i primi 10 anni di attività, ai lavoratori varesini impiegati nell’attività produttiva;
d)    l’azzeramento della componente variabile della TARI (tariffa puntuale), per i primi 10 anni di attività, ossia quella relativa ai ritiri;
e)    l’azzeramento della TASI - IMU, per i primi 10 anni di attività, escluse eventuali componenti da dare allo Stato;
f)    l’abbonamento gratuito (fornito dal Comune), per i primi 10 anni di attività,  del mezzo pubblico necessario per recarsi al lavoro dalla propria residenza varesina, esteso a tutti i dipendenti occupanti ruoli non manageriali (ovvero con stipendi oltre i 50.000 euro/anno).
g)    la reiterazione condizionata, anche plurima (in blocco o disgiunta), delle agevolazioni fiscali di cui ai punti c), d), e), f), per ulteriori 5 anni qualora l’attività produttiva abbia assolto nel decennio precedente a tutti gli obblighi di cui alla presente convenzione senza aver ricorso ad alcuna forma di ammortizzatori sociali e mantenendo il numero degli originari dipendenti; per ogni 10 dipendenti assunti oltre il minimo stabilito, la presente reiterazione si protrae di un anno oltre i 4 previsti;
h)    il prelievo gratuito di energia elettrica (con card) per 10 anni per la ricarica dei mezzi elettrici in uso ai dipendenti (con ruoli non manageriali, ovvero con stipendi oltre i 50.000 euro/anno) dalle colonnine collocate nei parcheggi dell’attività produttiva convenzionata. La proprietà, l’installazione, la gestione e la derivazione di energia dalla pubblica illuminazione rimangono a carico delle aziende;
i)    credito agevolato (tramite Cassa Depositi e Prestiti, fondi regionali, Statali ed europei) per le opere edilizie di cui al punto a) ed impiantistiche e per l’acquisto di beni strumentali indispensabili all’azienda;

 A garanzia per l’ottenimento delle suddette agevolazioni/incentivi, l’attività produttiva convenzionata sottoscrive al Comune di Varese:

a)    l’ipoteca di primo grado sulla nuda proprietà dell’attività produttiva convenzionata;
b)    l’impegno a commercializzare i prodotti dell’attività produttiva convenzionata col marchio “made in Italy” se destinati all’esportazione e “made in Lombardia - Varese” se destinati al mercato interno;
c)    l’assunzione di almeno l’80% di lavoratori varesini a tempo indeterminato;
d)    l’impegno a ricapitalizzre gli utili d’impresa per una quantità non inferiore al 50% nell’attività produttiva convenzionata.

b) Azioni dedicate alle imprese esistenti interne alla zona stellata (22)
Al fine di alleggerire il carico fiscale, contrastare il fenomeno della delocalizzazione e sostenere l’occupazione, a condizione che nelle annualità pregresse al 2016 non si sia fatto ricorso ad alcuna forma di ammortizzatori sociali (cassa integrazione), il Comune si impegna ed offre alle imprese private varesine a partire dal 2017:
a)    la riduzione per 5 anni della TASI (o bonus di valore equivalente); la riduzione avrà carattere di progressività in funzione (per i cinque anni precedenti) degli anni di non ricorso consecutivo alla cassa integrazione fino al massimo raggiungimento del 60%:
1 anno precedente (2016-2017) = 15%;
2 anni precedenti (2015- 2017) = 25%;
3 anni precedenti (2014-2017) = 35%;
4 anni precedenti (2013-2017) = 50%;
5 anni precedenti (2012-2017) = 60%.

c) Azioni dedicate ai commercianti (ristoranti + bar compresi) interni alla zona stellata (23)

d) Azioni dedicate ai cittadini lavoratori con reddito annuale ≤ € 26.000 (24)
Al fine di alleggerire il carico fiscale dei lavoratori (sia essi autonomi che dipendenti, purché residenti) e di aumentare i comportamenti virtuosi del cittadino, il Comune si impegna ed offre a partire dal 2016.
a)    bonus una tantum di € 200 spendibile per il pagamento di qualsiasi onere, imposta o tariffa comunale, se il lavoratore potrà dimostrare di aver mantenuto nell’anno precedente stili di vita sostenibili (es. consumi di acqua potabile entro i limiti dei 90 litri pro-capite di acqua giornalieri, ovvero contenere il rifiuto secco indifferenziato entro i Kg. 50 pro-capite (contro gli attuali 300 Kg. – Nel Comune di Ponte nelle Alpi è scesa a 29 kg.), chilometraggio limitato, ecc….).
 
e)    Azioni dedicate ai cittadini/famiglie: SdP, RCM e RCMS.

“Servizio di Prossimità” (SdP). E’ un servizio istituito dal Comune, che intende reperire a titolo volontario dai cittadini residenti, del tempo da spendere e dedicare a lavori socialmente utili (LSU) e di pubblica utilità (LPU).

Il servizio è una sorta di banca del tempo cui attingere per i bisogni e le necessità della collettività e viene istituito col fine di rappresentare un’utilità di reciproco interesse. Infatti, il servizio da un lato concorre alla necessità di coprire attività di pubblica utilità e dall’altro aiuta il cittadino a sentirsi utile alla collettività evitando condizioni di emarginazione e diversità rispetto al lavoratore occupato.

Si conta con queste misure di tamponare l’insufficienza o il perduto reddito conseguente a fenomeni di temporanea disoccupazione che potrebbe, con il perdurare, instaurare condizioni di disagio psicologico, perdita di autostima, fino a degenerare nella caduta in stato di autocommiserazione e indigenza, atti autolesionistici o malavitosi, estendendo il disagio all’intera collettività varesina.

Ristabilendo per sé e per l’eventuale nucleo famigliare a carico, un reddito insufficiente o bruscamente interrotto, chiunque tra i lavoratori varesini in condizioni di documentata sopravvenuta disoccupazione per esubero o chiusura attività causa crisi, purché residenti a Varese da almeno 3 anni e nel rispetto di una turnazione della durata massima di due anni, potrà chiedere alla comunità di contribuire a migliorare la qualità della vita della propria città prestandosi allo svolgimento di una prestazione d’opera remunerata nei settori appresso specificati.

In luogo di contestate opere o infrastrutture pubbliche proponiamo questa forma di Servizio di Prossimità (retribuito), per soddisfare almeno la richiesta di 300 famiglie investite da questo stato di temporaneo disagio dovuto alla crisi ancora in corso, dando priorità ai disoccupati con famiglia a carico, in funzione di specifici requisiti stabiliti dall’Amministrazione Comunale e controllati dai preposti uffici comunali.

La gestione del servizio sarà diretta dalla struttura comunale e spazieranno a seconda delle competenze individuali e delle necessità (anche - se del caso - secondo la filosofia del “fuori ufficio, fuori orario”), nel campo:
a)    della raccolta differenziata “porta a porta” in tutta la città, con conferimento ai centri di raccolta;
b)    del recupero di derrate alimentari provenienti dalla grande distribuzione, ristorazione organizzata, bar, panetterie, pasticcerie ubicate entro il territorio varesino, per conferirle alle associazioni ed enti morali ONLUS della città;
c)    dei lavori socialmente utili quali (a mero titolo esemplificativo):  recupero, pulizia, custodia, sorveglianza e presidio di beni e luoghi pubblici quali: giardini, parchi, edifici, musei, cimiteri, campi sportivi, piazze e strade (vedi cap. SICUREZZA). Una figura di riferimento per detti lavori potrebbero potrebbe essere i responsabili di quartiere e/o rionali della città coordinati dall’assessorato alle attività produttive ;
d)    dell’assistenza dei residenti portatori di disabilità temporanea o permanente (se grave in supporto al personale delle Agenzie per la Vita Indipendente e al volontariato sociale preposto);
e)    dell’assistenza allo sgombro neve nel periodo invernale;
f)    dell’assistenza alla protezione civile in caso di emergenza, manifestazioni, ricorrenze cittadine, pulizia boschi e alvei del reticolo idrico minore, ecc.;
g)    dell’assistenza all’allestimento e/o smontaggio di strutture di feste organizzate dalle associazioni cittadine patrocinate e iscritte nei registri Regionali, Provinciali o cittadini, in supporto ai volontari delle rispettive associazioni;
h)    dell’assistenza/affiancamento alla vigilanza ecologica;
i)    dell’assistenza/affiancamento alla vigilanza e controllo dell’attività edilizia;
j)    dell’assistenza/affiancamento al servizio di volontariato sociale;
k)    delle commissioni varie e giornaliere da eseguire per conto dell’Amministrazione comunale;
l)    dell’assistenza e controllo dell’attività di gestione del presente servizio di prossimità;

(1) Reddito di Cittadinanza Municipale (RCM).
E’ rivolto ai varesini che si trovino nelle posizioni reddituali previste dall’Allegato 1 del disegno di legge n.1148 del Senato della Repubblica XVII Legislatura d’iniziativa dei senatori del M5S. Per analogia a tale iniziativa, valgono, anche per il RCM, le clausole di detto disegno di legge.  L’RCM è meglio descritto nell’apposita sezione ad esso dedicato cui si rimanda per i dettagli del caso.

(25) Reddito di Cittadinanza Municipale specialistico (RCMS).
Qualora il cittadino iscritto al “Servizio di Prossimità” sia anche beneficiario del RCM e  risponda a determinati profili professionali e attitudinali, tramite apposita richiesta e bando comunale e limitatamente all’offerta disponibile, potrà richiedere - sempre a titolo volontaristico - di accedere a mansioni specialistiche inerenti l’edilizia, il trasporto delle derrate alimentari e l’indotto delle attività del SdP. Per tale attività potrà percepire fino al 40% dell’eco-incentivo – altrimenti totalmente accreditato sulla Eco-Card - in denaro contante.

Le somme necessarie per queste misure, saranno ricavate dalla lotta all’evasione delle tasse locali, dal taglio agli sprechi, dalla revisione della spesa e da contributi volontari di varia natura  e da specifiche politiche sociali sostenibili. Per far questo intendiamo altresì effettuare una ottimizzazione d’impiego delle risorse economiche provenienti dai capitoli di entrata del bilancio di previsione relativi al:

-    contributi e varie da enti privati (cap. 2100000 per il triennio 2014-2016 più di 12 Mln di €);
-    fondo di solidarietà sociale/comunale (cap. 215000 per il triennio 2014-2016 più di 11 Mln di €);
-    fondo nazionale politiche sociali (cap. 301000 per il triennio 2014-2016 € 1.493.151);
-    contributo statale ad integrazione fondo di solidarietà comunale (cap. 267000 per il triennio 2014-2016 € 643.719);
-    fondo sociale regionale (cap. 534000 per il triennio 2014-2016 € 1.404.927);
ed anche un’ottimizzazione d’impiego dei capitoli di uscita del bilancio relativi al:
-    fondo straordinario sviluppo e risorse umane e produttività (cap. 2040010/15 per il triennio 2014-2016 circa € 6.048.292);
-    spese mensa dipendenti comunali (cap. 3650000 per il triennio 2014-2016  € 1.128.000);
-    premi assicurativi inc./furto/RC terzi (cap. 3650000 per il triennio 2014-2016  quasi 3 Mln €);
-    spese per servizi manutentivi immobili comunali (cap 8400080 8450080 per il triennio 2014-2016  € 226.500+313.560);
-    spese per servizi di difesa legale (cap. 12300174 per il triennio 2014-2016  € 825.000);
-    spese per acquisto beni poliz.munic. (cap. 15200130/170 + 15650170 per il triennio 2014-2016 circa € 258.000 + 241.527);
-    ed altri anche di minori importi.

Eco Sostenibilità

E come Eco-sostenibilità ambientale: edilizia, urbanistica e mobilità

Le iniziative eco-sostenibili sono quelle che tutelano l'ambiente dall’erosione progressiva che deriva dalle attività connesse con l'edilizia pubblica e privata e la mobilità

Cosa può fare un'amministrazione per ridurre l’impatto negativo che questi settori hanno sull’ambiente?

La stellatura degli edifici e degli automezzi pubblici e privati, effettuata con appositi misuratori,

è un sistema di monitoraggio dell’eco-sostenibilità che permette di contrastaregli effetti negativi sull’ambiente ma che consente, analogamente, di limitare la speculazionee la cementificazione selvaggia. Attraverso la stellatura si può attuare un sistema di detassazione comunale legata ai comportamenti virtuosi dei Cittadini.

L'obiettivo è di arrivare al minimo consumo energetico di derivazione fossile e alla sostituzione,via via sempre più estesa, con energie rinnovabili e a basso effetto inquinante. Il cambiamento potrà avvenire con la pianificazione del territorio che miri alla riduzione del consumo di suolo, a incentivare le ristrutturazioni virtuose che adottano sistemi energetici alternativi a basso contenuto inquinante.

Si pensi che in Lombardia ben:

il 72% del trasporto passeggeri avviene con mezzi privati, solo il 14% si avvale di mezzi pubblici di trasporto,

il 13% utilizza il treno e

l'1% utilizza aerei e motonavi.

Il settore privato dei trasporti è dunque responsabile di quasi il 30% delle emissioni totali di CO2

e del 27% del consumo energetico.

A Varese, come in molte altre città, le polveri sottili superano troppo spesso i valori massimi consentiti per legge.

La maggior difficoltà è convincere i Cittadini ad abbracciare stili di vita di maggior rispetto dell’ambiente.La diffusione di una cultura di tutela dell’ambiente e politiche di incentivazione fiscali possono essere alla base del possibile, quanto necessario ed urgente, cambiamento di rotta in questo ambito.

In sintesi: la stellaturadi edifici e di automezzi, le incentivazioni economiche e una politicadei trasporti che spinga ad un uso più ampio dei mezzi pubblici sono i punti programmatici essenziali

per ridurre l’inquinamento atmosferico della Città.


A cosa serve?
E’ la condizione di partenza per la realizzazione delle Smart City di cui oggi tanto si parla. Attraverso una pianificazione urbanistica e con una gestione del costruito e della mobilità eco-sostenibili si contrasta il fenomeno della speculazione, della cementificazione e dello spreco fondiario e dell’inquinamento. Garantisce alle future generazioni tutela per l’ambiente, vivibilità e salute.

Quanto costa?
La conduzione di una vita sana, più etica e sostenibile non ha prezzo. Tuttavia al costo di qualche sacrificio individuale ciascun varesino potrà ottenere una città più moderna, risanata dall’alto tasso di inquinamento dell’aria e ancora ricca di risorse naturali e territorio fertile per le future generazioni.

Il tema è assai complesso e si articola nei fondamentali quattro capitoli seguenti:
URBANISTICA, EDILIZIA, MOBILITA’, STELLATURA

URBANISTICA
Parlare di eco-sostenibilità ambientale significa necessariamente parlare di Piano di Governo del Territorio e dunque del futuro della città, del destino del suo territorio, dell’ambiente in cui i cittadini vivono e socializzano, e di come fare per pianificare, coordinare e gestire la Città futura, ossia quello della pianificazione del territorio eco-sostenibile.

Si comprende, dunque, come l’urbanistica e l’edilizia divengano aspetti assolutamente prioritari (oltre che strategici) per il futuro e lo sviluppo di una qualsiasi città che voglia evolvere verso una concreta modernità ed eco-sostenibilità, ossia voglia assurgere a città intelligente (Smart City).

Tutto è ambiente. Persino l’uomo, che si ritiene al centro dell’universo e proprio per questo spesso si sente giustificato nel compiere indiscriminate erosioni ambientali in nome del proprio diritto di precedenza, ne fa parte integrante. Potremmo spingerci a dire che le nostre sorti e quelle delle future generazioni dipendono massimamente da come saremo capaci di conservare - o divorare - questa nostra unica dimora planetaria.

 “Un piano a zero consumo di suolo”, questo è il sottotitolo che insieme alla “sostenibilità”, doveva costituire l’obiettivo aureo del nuovo Piano per la città di Varese. A distanza di due anni dalla sua approvazione il risultato, oltre ad aver prodotto una generale cocente delusione e sfiducia, è stato fallimentare. In verità noi lo avevamo detto fin dal principio, ma siamo rimasti inascoltati.

Con l’attuale PGT, mobilità, edilizia, rifiuti-acqua, qualità dell’aria e pianificazione rimangono ancora saldamente vincolate ad un vecchio modello urbanistico che ha raggiunto ormai il capolinea. Insomma di fronte a un PRG camuffato da PGT, che nella sostanza tradisce i propositi , intendiamo ridare aria nuova al cittadino e al cambiamento. Una ragione in più per sostenere che : Varese RESPIRA …se cambia.

ONERI di URBANIZZAZIONE e CONSUMO di SUOLO

Inizialmente pensati per far fronte a servizi e infrastrutture legate al patrimonio edilizio della città, gli Oneri di Urbanizzazione sono oggi per le amministrazioni locali (non solo per Varese) uno strumento per incassare da chi intraprende un’attività edilizia, i denari necessari al sostentamento  del Comune, in quanto organo di gestione e dispensatore della politica delle comunità locali.

A Varese le costruzioni residenziali esistenti mostrano una capacità insediativa (capacità di dare alloggio) di 1,2 volte il numero della popolazione residente. Ciò a dimostrate il prepotente esubero di offerta immobiliare e la conseguente inutilità a perpetrare nuove edificazioni. Con questi numeri, ogni spazio verde cementificato, oltre che costituire un’insostenibile azione erosiva, può essere considerato a buona ragione una sottrazione indebita al patrimonio collettivo, in quanto:

- bene naturale irriproducibile;
- polmone per l’assorbimento della CO2;
- attenuatore dell’effetto isola degli agglomerati urbani;
- apportatore di biodiversità;
- elemento indispensabile all’agricoltura, dunque alla vita;
ma vi è molto di più.

A nulla servono i tentativi di perequazione urbanistica contenuti nel PGT, poiché abbiamo potuto constatare come essi non producano alcuna diminuzione di erosione del suolo. Nonostante dal 2012 il trend degli oneri di urbanizzazione sia in calo vertiginoso (nel 2014 circa 1,2 Mln) e soprattutto nonostante il PGT sia stato annunciato come “un Piano a zero consumo di suolo”,  l’Amministrazione uscente deve infatti spiegare come tutto ciò sia compatibile con la previsione di incasso per il 2015 di oltre 9,5 Mln di euro di soli Oneri di Urbanizzazione primaria e secondaria.

A cosa serve ridurre il consumo di suolo ?

A dare davvero inizio a una nuova era urbanistica della città. Alle soglie del terzo millennio è ora di incominciare a dire basta alla cementificazione, altrimenti: “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.”

AZIONI
Basta alla cementificazione!!
Per ridurre il consumo di suolo intendiamo spezzare la catena di schiavitù che lega il governo della città agli Oneri di Urbanizzazione. Se saremo noi a governare, attraverso una variante di piano e un assennato governo della città, Varese inizierà il processo di rinuncia alla cementificazione di suolo agricolo o comunque verde. Le uniche aree sulle quali potranno essere previste trasformazioni urbane saranno quelle dismesse, in disuso, degradate o comunque da riqualificare attraverso la pratica della demolizione e ricostruzione, dunque mettendo in atto il cosiddetto saldo cemento zero.

Gli Oneri già in previsione dall’A.C. uscente per concessioni pregresse, verranno dedicati alla collettività sotto forma di incentivi messi a disposizione dei cittadini virtuosi, quelli cioè che intraprenderanno un nuovo percorso virtuoso teso allo sviluppo sostenibile. I proventi verranno altresì dedicati ad un nuovo modello di welfare municipale di cui si dirà nel capitolo “Lavoro e Welfare municipale”.

E’ nostra intenzione modificare il PGT affinché siano introdotte almeno le seguenti azioni fondamentali:

-    STOP al consumo di suolo! Ovvero ridimensionare la capacità insediativa del PGT commisurandola alla tendente previsione di decrescita demografica;
-    adottare il “principio di allineamento” al fine di fermare la cementificazione. Ciò sarà reso possibile attraverso una riduzione progressiva dell’efficacia dei diritti edificatori e dei proventi da Oneri di Urbanizzazione fino al loro azzeramento (senza per questo togliere potenzialità edificatoria ai suoli già urbanizzati, di piccole dimensioni e interni al tessuto urbano consolidato);
-    integrare il PGT col RECENS21 (Regolamento Edilizio e Certificazione Energetica Sostenibile del XXI secolo) con lo scopo di attivare attraverso un’azione ecologica propulsiva, la green economy e lo sviluppo sostenibile della città;
-    incentivare mediante il RECENS21 la nuova frontiera del recupero del patrimonio edilizio esistente, del miglioramento della qualità abitativa e della sostenibilità edilizia (vedi progetto GRECO).
-    mobilità urbana, edilizia, rifiuti & acqua e pianificazione, avranno nuove connotazioni nel segno di un nuovo modello urbanistico teso a stabilire premialità e riduzioni della fiscalità locale a favore del cittadino virtuoso;
-    iniziare una campagna di controllo, vigilanza, regolamentazione (e anche sanzionatoria) sugli scarichi fognari abusivi degli edifici collocati in prossimità delle sponde del Lago di Varese per impedire sversamenti di sostanze eutrofizzanti ed inquinanti come (fosforo, ecc..) che tutt’oggi determinano lo stato comatoso del nostro Lago di Varese.
-    Pianificare la realizzazione di alloggi a basso costo e a zero oneri di gestione, per le giovani famiglie varesine e per dare alloggio temporaneo agli sfrattati per morosità incolpevole con affitti sostenibili (vedi progetto QSE).

EDILIZIA

PREMESSA
I regolamenti edilizi comunali rappresentano, oggi più che mai, la chiave di volta degli EE.LL. per gestire e riqualificare il patrimonio edilizio in Italia. RECENS21 è un innovativo regolamento che, oltre alla certificazione energetica degli edifici - già vigente nelle regioni d’Italia - prevede e consegue anche la certificazione ambientale (eco-sostenibile). Intervenire sugli edifici nuovi è una condizione necessaria ma non sufficiente per migliorare l’ambiente nel suo complesso. Per vincere la sfida è necessario coinvolgere anche il patrimonio edilizio esistente, senza il quale non può esserci una significativa riqualificazione ambientale e architettonica.  RECENS21 è un regolamento all’avanguardia in Italia già adottato da alcuni EE.LL. lombardi che, attraverso una governance sostenibile del territorio, si rivolge a tutti gli edifici al fine di ridurre concretamente i consumi energetici, incentivando la diminuzione dell’impatto ambientale ed elargendo incentivi economici e volumetrici promossi dall’Ente. (tratto dalla pubblicazione “La casa cinquestelle – RECENS21 efficienza energetica e non solo”  di Alberto Steidl - cui si rimanda per maggiori approfondimenti).
 
Obiettivi generali del progetto: l’innovazione edilizia sostenibile per mano della Pubblica Amministrazione.
Oltre a quello di aggiornare il regolamento edilizio comunale secondo i più recenti dettami normativi in materia di gestione sostenibile del patrimonio edilizio, l’obiettivo del RECENS21, è quello di mettere a sistema, coordinare e “personalizzare” a livello comunale, i vari dispositivi legislativi regionali, nazionali ed europei. In tale ambizioso obiettivo è naturalmente incluso - poiché di rilevanza strategica – anche quello relativo al regime di incentivazione previsto dal comma 5 dell’art. 11 e comma 18 dell’art. 44 L.R. 12/2005.

La congruità  col quadro normativo
Le disposizioni del RECENS21 si applicano su tutto il territorio comunale e disciplinano tutte le trasformazioni del territorio attraverso opere e attività edilizie, manufatti e costruzioni in genere. Esse sono perfettamente in linea con le disposizioni igienico sanitarie e quelle inerenti l’efficienza energetica in edilizia emanate dallo Stato e dalla Regione Lombardia; tuttavia, nel Regolamento si introducono requisiti prestazionali degli edifici che talvolta si spingono oltre i limiti imposti dalle leggi nazionali e regionali. Lo scopo è quello di sviluppare strategie che portino a risultati significativi nel contenimento dei consumi energetici, degli sprechi ambientali e di energia riducendo altresì le emissioni di CO2

La rivalutazione delle professionalità dell’Ente Pubblico
Il RECENS21 tende a rilanciare un’edilizia di qualità restituendo credibilità a un settore trainante della nostra economia locale e nazionale, e soprattutto permette agli U.T. comunali il rilascio della TARCES (TARga per la Certificazione Energetica Sostenibile) a fronte di controlli, dichiarazioni e asseverazioni giurate rilasciate dai tecnici o dai proprietari dell’immobile che hanno qualifiche tecniche per farlo. Applicare il RECENS21 significa, infatti, rivalutare le professionalità degli Uffici Tecnici Comunali producendo efficienze per il cittadino. Il Comune sarà il vero e unico organo super partes - territorialmente competente e più vicino al cittadino - preposto al rilascio della TARCES.
Non solo risparmio energetico
Con il RECENS21 le costruzioni consentiranno il raggiungimento e il riconoscimento di cinque grandi apprezzabili risultati:
•    risparmio energetico immediato;
•    risparmio gestionale nel breve periodo;
•    risparmio e risanamento ambientale nel lungo periodo;
•    rivalutazione economica immediata dell’immobile;
•    rivalutazione delle professionalità ed efficienze della PP.AA. e dei progettisti.
 
Qualità ambientale esterna
                                                                                                           
Consumo di risorse
 
Carichi ambientali
 
Qualità ambientale interna
 

Il RECENS21 mette a sistema ben 22 requisiti (articolati in 32 disposizioni) declinandoli in 4 aree di valutazione: qualità ambientale esterna, consumo di risorse, carichi ambientali e qualità ambientale interna.

AZIONI

-    adozione di eco-incentivi da stabilire col RECENS21 (Regolamento Edilizio e Certificazione Energetica Sostenibile del XXI secolo) con lo scopo di attivare attraverso un’azione ecologica propulsiva, la green economy e lo sviluppo sostenibile della città;
-    Gratuita Ristrutturazione Edilizia Condizionata (GRECO)
 E’ un progetto rivolto al mondo dell’edilizia e alla sua filiera di produzione, che si propone di incentivare la ristrutturazione (o la sostituzione edilizia) come attività principale del Piano di Governo del Territorio per arginare il problema del consumo di suolo e valorizzare le aree della città già urbanizzate. Per la descrizione più puntuale del progetto si rimanda al capitolo “P” come progetto GRECO.
-    BONUS per edifici attivi.
-    Progetto “una casa per tutti”: il QSE
Sarà il preludio della Smart City a Varese. Si tratta di un progetto ad alto contenuto di innovazione tecnologica, urbanistica, edilizia e sociale, realizzato con l’intento di reperire risorse economiche per il problema sociale della casa e del mercato degli affitti. Il QSE offrirà una concreta risposta abitativa - a costo sostenibile - alle giovani famiglie varesine e servirà a riqualificare, attraverso un intervento di edilizia pubblica (housing sociale), un’area cittadina dimessa soggetta a un progressivo stato di abbandono. Qui di seguito - dopo il GRECO - la relativa scheda di approfondimento.

Il progetto

Unica nel suo genere, si tratta di un’opportunità che vuole mandare un segnale forte e chiaro agli attori protagonisti della filiera dell’edilizia e dell’auto, ossia a tutti i sotto indicati portatori di interesse:
- i varesini,
-    i progettisti della provincia di Varese,
-    i rivenditori di materiali edili della provincia di Varese,
-    i costruttori della provincia di Varese;
-    gli artigiani della provincia di Varese;
-    i rivenditori di auto (a ZeroEmissioni) della provincia di Varese;
Riteniamo una siffatta azione capace di contrastare la delocalizzazione delle filiere locali dell’edilizia e della mobilità urbana (rivenditori di auto) riattivando un volano economico e del lavoro locali da tempo fermi se non in recessione.

L’iniziativa prende il nome di “Progetto GRECO”, e ci è piaciuto lanciarla evocando una delle materie fondamentali per la maturità classica, ossia il greco, facendo dunque leva sul doppio senso insito nella frase slogan, ma naturalmente il progetto è indirizzato a tutti i varesini:

“A Varese chi studia GRECO ristruttura gratis.”
 Infatti tutti coloro che avranno la pazienza o l’interesse di studiarsi il progetto scopriranno vantaggi a Varese mai visti. Tutti i proprietari intenzionati a ristrutturare casa adottando alcune virtuosità a beneficio della città, dell’ambiente e della sua economia, potranno farlo beneficiando della totale gratuità. Verrà infatti loro concessa la Gratuita Ristrutturazione Edilizia Condizionata.

La gratuità consiste nella totale esenzione del pagamento sia degli oneri di urbanizzazione sia del contributo sul costo di costruzione . Ecco le condizioni per poter beneficiare di GRECO:
•    essere proprietario di una casa ubicata a Varese;
•    eseguire opere edilizie tali da trasformare la propria casa (anche mediante sostituzione edilizia), in edificio CSA (CinqueStelleAttivo) col massimo grado di sostenibilità, ossia 100% eco-sostenibile (sono inclusi anche i singoli alloggi di case plurifamiliari);
•    l’attività edilizia di trasformazione deve essere progettata e firmata da professionisti laureati iscritti agli ordini professionali della Provincia di Varese (contrasto alla delocalizzazione professionale);
•    le opere edilizie (impiantistica compresa) devono essere seguite da imprese e artigiani varesini con sede legale e operativa entro la Provincia di Varese (contrasto alla delocalizzazioner artigianale);
•    possedere un’auto elettrica (è ammesso il quadriciclo) da “allacciare” al fabbricato/alloggio CinqueStelleAttivo;
Per edifici con meno di cinque stelle o per i quali viene a mancare anche una sola delle condizioni suddette, si applicano comunque gli straordinari incentivi previsti dal RECENS21.

Bonus per edifici attivi:
I tutti i varesini (proprietari o affittuari) che potranno dimostrare di:
•    possedere un autoveicolo a Zero Emissioni immatricolato a Varese;
•    essere residenti a Varese da almeno tre anni;
•    limitare per almeno 5 anni la produzione di rifiuto secco indifferenziato a meno di 12 ritiri di sacchi all’anno (circa 60 Kg.);
•    abitare un edificio ubicato entro i confini amministrativi del Comune di tipo “attivo”, ossia energeticamente autonomo e capace di produrre più energia elettrica da fonti rinnovabili di quella necessaria agli utilizzatori per soddisfare usi elettrici e termici domestici, trasferendo l’energia elettrica prodotta in eccesso per il fabbisogno annuo (almeno 12.000 Km.) di un’auto elettrica;
riceveranno dal Comune un bonus (voucher) del valore equipollente di 2.000 euro spendibile (a partire dall’anno successivo al rilascio) ratealmente in quattro anni per il pagamento di imposte, tasse o tariffe comunali, con spendibilità allargata ai componenti del nucleo famigliare purché domiciliati entro l’immobile e con residenza a Varese. Il bonus è ridotto alla metà se il nucleo famigliare è composto da una sola persona. Il bonus è cumulabile con altri incentivi di valenza comunale (RECENS21), regionale o Statale (ad esclusione degli edifici che hanno già usufruito del progetto GRECO).
-    per mobilità urbana, edilizia, rifiuti & acqua e pianificazione, urge intraprendere un nuovo paradigma urbanistico teso a stabilire premialità e riduzioni della fiscalità locale a favore del cittadino virtuoso;

Scheda di approfondimento del progetto QSE
Al fine di dare risposta all’annoso “problema casa”, nel segno dello slancio alla green economy e a un’edilizia eco-sostenibile, pianificheremo a Varese il più grande quartiere di case bioclimatiche a energia solare (attive) mai costruito prima d’ora in Europa certificato RECENS21 col massimo grado di eco-sostenibilità.

Sarà formato da più di 200 alloggi privati e comunali. Quelli comunali (88) saranno capaci di produrre più energia di quanto le famiglie che vi abiteranno consumeranno durante un intero anno per usi domestici. L’energia in eccesso sarà utilizzata per la ricarica delle auto elettriche e/o per la pubblica illuminazione del quartiere e della città. Il resto degli edifici (privati) saranno invece a energia quasi zero secondo la direttiva 2010/31/UE in linea con l’art. 9 bis della legge regionale 24/2006. Il QSE sarà costruito sull’area dell’ex stabilimento Aermacchi in cohousing sociale con la collaborazione di cittadini e Uffici tecnici del Comune (autocostruzione).

La realizzazione del quartiere dovrà essere preceduta da una variante al PGT che mirerà ad ottenere la cessione gratuita dell’area su cui intervenire con l’edilizia pubblica, la compatibilità con la residenza privata, l’inutilità di aggiungere altre funzioni commerciali al quartiere già sufficientemente servito dalle aree limitrofe, e la gratuità degli oneri concessori per la realizzazione dell’intero complesso.

Successivamente si dovrà operare la demolizione degli attuali volumi industriali che da tempo giacciono in stato di degrado e fatiscenza. La neutralizzazione e l’asportazione dell’amianto ancora esistente sulle strutture di copertura non saranno operazioni secondarie per la bonifica dell’area e la buona riuscita del quartiere. Gli edifici non avranno piani interrati a causa dello scorrimento del torrente Vellone nel quale, dopo aver subito una depurazione con il previsto impianto di fitodepurazione, verranno immesse le acque fognarie del complesso.

Vi sarà la possibilità di alloggio anche per famiglie sottoposte a sfratti esecutivi per morosità incolpevole. Verranno concessi “affitti calmierati fissi” per tutta la durata del contratto (max 4 anni) e comprensivi di ogni spesa anche per bollette energetiche.
 
MOBILITA’
PREMESSA
Le più recenti statistiche disponibili sul web sono purtroppo quelle riferite al 2011, ma se fossero  più recenti rischieremmo di deprimerci ulteriormente. Esse ci indicano che con 65,5 automezzi ogni 100 abitanti (Fonte Comuni italiani 2011), Varese ha un tasso di motorizzazione tra i più elevati a livello italiano! Nel solo Comune di Varese nel 2011 circolavano qualcosa come: 52.000 auto circa con trend in aumento, per la precisione:
•    51.989 auto
•    8.700 motocicli
•    319 autobus
•    5.259 autocarri/motocarri/rimorchi merci
•    1.233 veicoli speciali
•    103 trattori e motrici.

Da un monitoraggio effettuato nel 2014 da Legambiente (P.zza M.te Grappa e Viale Borri – laboratorio mobile), è emerso che le concentrazioni nell’aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono, PM10 e PM2,5, spesso superano i limiti di legge arrivando addirittura ai 70 giorni nell’anno solare, più del doppio consentito.

La centralina (istituzionale) di via Coppelli ha fatto registrare nel 2013 ben 42 superamenti dei livelli di polveri sottili consentiti dalla legge, rispetto al tetto massimo di 35 giorni. Ma il traffico non produce soltanto inquinamento atmosferico, esso contribuisce notevolmente ad elevare anche i livelli di inquinamento acustico.

Un sempre maggior numero di studi ha dimostrando che l’inquinamento acustico non è solamente un disturbo ambientale ma rappresenta anche una minaccia per la salute pubblica. Sul Viale Borri, il “rumore” ha fatto registrare durante il giorno un preoccupante sforamento dei limiti. Sperimentazioni hanno mostrato che a Varese centro, su un percorso di 4 km, il mezzo di trasporto più veloce è la bici con 8 minuti; a seguire lo scooter con 10 minuti; il bus 12 minuti; l’auto con 15 minuti ed oltre.

Occorre tuttavia essere consapevoli dei bisogni reali dei cittadini e della realtà dei fatti. Non tutti sanno, o forse molti ignorano, che il 72% del trasporto passeggeri avviene con autovetture private. Solo il 14% avviene in autobus, il 13% in treno e l’1% in aereo-motonavi. Il settore privato dei trasporti è dunque responsabile, in Lombardia, di quasi il 30% delle emissioni totali di CO2 e del 27% del consumo energetico, ma sia a livello nazionale che europeo le percentuali non si discostano di molto.

Per la conformazione della città, ma anche per le consolidate abitudini dei cittadini, l’alta percentuale di preferenza del trasporto privato rispetto a quello pubblico diventa a Varese difficilmente modificabile. Per farlo occorre convincere i cittadini a cambiare stili di vita, ma ci vogliono solide argomentazioni, e il tema che più di ogni altro riesce a spuntarla è ancora quello economico.

Il costo del viaggio è senza dubbio il punto su cui si deve far leva. Tuttavia anche la sensibilità agli aspetti ambientali, come l’inquinamento prodotto da emissioni inquinanti, non è affatto da sottovalutare (sia dell’aria che acustico) e il cambio generazionale dei mezzi può senza dubbio aiutare. E’ allora auspicabile che i rinnovi del della flotta dell’azienda dei trasporti varesini avvenga con mezzi a zero emissioni.

Nell’ipotesi di riuscire a ridurre di un terzo il traffico delle auto circolanti entro la ZONAStellata, adottando la tabella 1 e cioè prevedendo un costo medio per l’accesso di 120 euro/auto annui, con buona approssimazione si può calcolare un introito a regime di € 4.160.000 all’anno. Tale previsione di gettito è in buona sostanza derivato dall’introduzione di un disincentivo alla circolazione inquinante che risulta necessario per compensare la previsione di incasso degli oneri di urbanizzazione a cui si prevede di dover rinunciare per la politica “zero consumo di suolo”. Ma la ZTL a pagamento servirà anche per compensare le riduzioni di TARI e TASI messe a disposizione dall’A.C. per affrontare una concreta politica di incentivazione a favore di una mobilità urbana sostenibile. Si prevede di graduare l’ammontare del pagamento dell’Eco-Pass in modo da far entrare la piena tariffazione entro il terzo anno dalla sua attivazione.

Mezzi a ZeroEmissioni
 La mobilità sostenibile è evocata da tutti, ma molte e di vario genere, sono ancora le resistenze che si incontrano quando si deve passare all’azione. Per la mobilità privata, i pochi punti di ricarica e l’ancora troppo costosa sostituzione del mezzo, sono i punti di debolezza più lamentati dai cittadini. Cosa fare? Occorre innanzitutto rimuovere le resistenze a partire da una corretta informazione.

In altri termini intendiamo cambiare il trend. Riteniamo che istituire una progressiva detassazione commisurata alla stellatura dei mezzi di locomozione urbana e delle case, sia un primo passo verso quell’auspicato cambio di paradigma. Varese non ha bisogno di nuovo cemento o nuove opere pubbliche, di spreco di suolo, Varese ha bisogno di mettersi in testa alla carovana e tirare il carro del cambiamento anche per non farsi cogliere impreparati dall’avvento delle Smart City (città intelligenti), ma avendo anche la consapevolezza della loro utilità solo se abitate da smart citizen (cittadini intelligenti) . Si veda a tale proposito il già descritto Quartiere Solare Eco-sostenibile (QSE).

AZIONI
Io viaggio in famiglia
Si tratta di un progetto sviluppato da Regione Lombardia e già operativo che consente di far viaggiare gratis i minori di 14 anni se accompagnati da un familiare adulto in possessori titolo di viaggio. La gratuità è valida per tutte le aziende di pubblico trasporto in Lombardia compresi i bus urbani ed extraurbani.
Vantaggi per le famiglie che acquistano più abbonamenti mensili e annuali per il trasporto pubblico per i propri figli minorenni: sconto del 20% per l’acquisto del secondo abbonamento per i figli e gratuità dal terzo abbonamento in poi.
Alle famiglie che usufruiranno del Reddito di Cittadinanza Municipale (cui si rimanda per i dettagli) la gratuità sarà estesa (a carico del Comune) anche per l’acquisto del secondo abbonamento. Il diritto al rilascio della tessera di libera e gratuita circolazione sui mezzi di trasporto pubblici è estesa anche ai portatori di invalidità deambulatorie (e non solo).

Automobili cittadine
Per incentivare la “rivoluzione copernicana” della mobilità abbiamo in programma di attivare un nuovo modello di sviluppo economico basato sull’emanazione di una serie di misure “shock” capaci di stimolarne l’attuazione, e che comunque risulteranno cumulabili con altri incentivi di natura regionale o statale. Gli incentivi e le agevolazioni fiscali locali sono dedicati a tutti i cittadini, tuttavia la loro massimizzazione è riservata ai residenti particolarmente virtuosi. Per accelerare il processo di risanamento della qualità dell’aria sono previsti anche disincentivi alla circolazione inquinante (Eco-Pass). Per i varesini la conversione alla mobilità e all’abitare sostenibili non ha più alibi.

area geografica copertura incentivo: Comune di Varese
bando di gara: annuale con reiterazione calibrata
tipologia incentivo: Contributi a livello comunale
apertura bando: 2016
chiusura bando: 2017 e comunque fino ad esaurimento incentivi
beneficiari: cittadini e persone giuridiche residenti sul territorio
descrizione: Eco-incentivi per acquisto o rottamazione di veicoli a zero emissioni
pagina web: verrà organizzata un’apposita pagina dove reperire le informazioni dettagliate per i contributi

MOBILITA’ A ZERO EMISSIONI
Autoveicoli - dai una “scossa” alla tua auto
1° Bando – rivolto alle famiglie (almeno due componenti) con reddito annuo < € 20.000.
Alle prime 500 famiglie residenti da almeno cinque anni che potranno dimostrare di:
•    limitare la percorrenza chilometrica del proprio automezzo (con motore a scoppio) entro i 6.000 Km/anno (dispositivo GPS e verifica chilometrica) ;
•    sottoscrivere per la propria casa in cui hanno residenza un contratto per la fornitura di energia elettrica al 100% rinnovabile certificata RECS 5 e/o s.m.i. per almeno 5 anni;
•    possedere un reddito complessivo familiare ≤ a 20.000 euro;
•    limitare per 5 anni il consumo di acqua potabile entro i 90 litri giornalieri pro capite;
•    limitare per 5 anni la produzione di rifiuto secco indifferenziato della famiglia entro i 6 sacchi viola annui (90 Kg. pro capite),
riceveranno dal Comune un eco-incentivo annuale di valore fino a 700 euro spendibile ratealmente entro l’anno per il pagamento di imposte, tasse o tariffe comunali, con spendibilità allargata ai componenti del nucleo familiare (purché all’anagrafe residenti a Varese).

2° Bando – rivolto alle famiglie.
Alle prime 200 famiglie residenti da almeno cinque anni che potranno dimostrare di:
•    sostituire/rottamare o non utilizzare (fermo amministrativo con franchigia di Km 500) il proprio veicolo (posseduto da almeno due anni) dotato di motore a combustione interna, con l’acquisto contestuale di un qualsiasi altro mezzo a motore a trazione esclusivamente a Zero Emissioni ;
•    sottoscrivere per la propria casa in cui hanno residenza, un contratto per la fornitura di energia elettrica al 100% rinnovabile certificata RECS 5 e/o s.m.i. per la durata di almeno 5 anni;
•    limitare la produzione di rifiuto secco della famiglia entro i 6 sacchi viola  annui (90 Kg. pro capite);
•    limitare il consumo di acqua potabile giornaliera non eccedente i 90 litri pro capite;
riceveranno dal Comune contestualmente all’acquisto un bonus del valore fino a 1.500 euro una tantum spendibile per il pagamento di imposte, tasse o tariffe comunali, con spendibilità allargata ai componenti del nucleo familiare (purché all’anagrafe residenti a Varese). Il bonus è ridotto alla metà se il nucleo familiare è composto da una sola persona (single). Ogni nucleo familiare potrà beneficiare di un solo bonus. Se durante il periodo di validità, al titolare del bonus (o uno dei componenti del nucleo famigliare) risulteranno intestati altri veicoli a combustione endogena oltre a quelli eventualmente da lui posseduti dopo l’acquisto, l’eventuale credito (residuo) verrà azzerato. L’incentivo è elevato a € 3.000  se l’acquirente potrà dimostrare di far parte di un nucleo familiare di almeno quattro persone, con un solo  veicolo quattro-ruote a combustione interna di proprietà.
Gli incentivi alle persone giuridiche sono ridotti alla metà.
Se nei 5 anni al cittadino richiedente e ai componenti della sua famiglia occorresse un mezzo di locomozione per spostarsi in città, potranno sempre acquistare bici elettriche, abbonamenti di trasporto pubblico urbano o avvalersi del car-charing, car-pooling, o del bike-shering (usando l’eco-incentivo se il servizio sarà fornito dal Comune).
Sono previsti controlli con eventuali sospensioni e/o rimborsi/sanzioni progressive per le dichiarazioni mendaci.

3° Bando – rivolto ai tassisti varesini.
Ai primi 10 tassisti residenti e operanti a Varese che potranno dimostrare di aver compiuto le seguenti due azioni virtuose:
•    sostituito/rottamato il proprio autoveicolo di servizio (immatricolato a Varese) dotato di motore a combustione interna, con l’acquisto contestuale di un qualsiasi altro autoveicolo a trazione esclusivamente a Zero Emissioni da impiegare per il servizio taxi (è consentito il veicolo ibrido-elettrico purché il mezzo viaggi elettricamente entro la (ZONAStellata).
•    sottoscritto per la propria casa in cui ha residenza un contratto per la fornitura di energia elettrica al 100% rinnovabile certificata RECS    e/o s.m.i.;
•    limitare per 5 anni la produzione di rifiuto secco indifferenziato della famiglia entro i 6 sacchi viola annui (90 Kg. pro capite),
riceveranno dal Comune la gratuità per tre anni dell’energia elettrica per il fabbisogno dell’auto elettrica utilizzata per il servizio taxi (o un credito equivalente in caso di energia diversa da quella elettrica). L’energia sarà erogata attraverso le colonnine pubbliche che l’A.C. installerà in prossimità dei punti d’attesa concordati con i tassisti utilizzatori dell’eco-incentivo.

Sulla scorta di quanto già in atto con l’AREA C nel Comune di Milano, anche a Varese verrà istituita all’interno della Città una Zona a Traffico Limitato entro la quale potranno circolare solo i mezzi muniti di apposita vetrofania acquistabile presso gli uffici della Polizia Locale o esercizi commerciali autorizzati. I costi della vetrofania saranno commisurati alla stellatura dell’auto (tabella 1 pag.35).

In linea con il Punto 12 della Carta di Firenze, i bonus verranno rilasciati esclusivamente per acquisti eseguiti da rivenditori locali che hanno il proprio esercizio commerciale entro i confini amministrativi della provincia di Varese.

Scopri la bici elettrica (pedalata assistita)
La pedalata assistita è ciò di cui Varese avrebbe bisogno per alleggerire il carico ambientale della città dovuto alla circolazione di veicoli con motore a scoppio. Questo nuovo modo di spostarsi e di percorrere la Città, diviene necessario per consentire anche ai varesini meno giovani e meno sportivi, di vincere dislivelli più o meno impegnativi che altri territori turistici non hanno, come la pianura padana e l’Emilia Romagna, dove l’uso della bicicletta a pedalata assistita è ormai una prassi consolidata.

Non tutti sanno che una bici dotata di pedalata assistita può consentire ai tanti ultra quarantenni e cinquantenni varesini di arrivare persino al parcheggio della funicolare senza compiere pericolosi sforzi. E per arrivare al S.Monte? Per chi non se la sentirà di proseguire in bici, la funicolare farà il resto.

Parlando della seconda salita più impegnativa di Varese (i Ronchi), con una bici elettrica lo spostamento per raggiungere la ciclo-pedonale del lago potrà essere effettuato senza particolari sforzi anche durante i giorni lavorativi e per più volte al giorno. Passate in rassegna quella del S.Monte e quella dei Ronchi, il resto delle salite, con bici a pedalata assistita, non sarà più un problema, nemmeno per chi la bici la userà (almeno nelle belle giornate) per andare a lavorare giungendo anche da fuori Varese.
 
Trasporto pubblico e interscambio
Premesso che il punto 5 della Carta di Firenze recita: “Piano dei trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine”, e premesso anche che per incentivare l’uso del mezzo pubblico occorre renderlo competitivo rispetto a quello privato, si ritiene necessario e sostenibile proporre una ZTL (ZONAStellata) a pagamento, per “scoraggiare” il trasporto privato compiuto con mezzi privati. I proventi serviranno dunque all’attuazione del punto 5 della Carta di Firenze, e anche al reperimento degli incentivi con i quali il cittadino virtuoso potrà coprire le spese per l’acquisto di abbonamenti annuali (personali o per la famiglia) per il servizio di trasporto urbano.

Il cittadino valuterà se sarà più conveniente per lui pagare un ticket annuale (giornaliero, settimanale o mensile) accedendo alla ZONAStellata col proprio mezzo, ovvero se lasciare l’auto a casa e muoversi col mezzo pubblico. Ma anche l’avventore proveniente da fuori Varese dovrà fare analoghe valutazioni. In entrambi i casi il costo del ticket e la frequenza degli accessi determineranno la scelta del mezzo da lui privilegiato e che potrà dipendere anche da particolari contingenze di necessità e urgenza. Ecco allora che oltre alle agevolazioni concesse ai varesini virtuosi anche la modalità di interscambio tra mezzo pubblico e privato assume un’importanza non trascurabile (strategica) per chi proverrà da fuori Varese (parcheggi di interscambio), che verranno pianificate in zone sufficientemente ricettive e dotate di mezzi alternativi per il trasporto in città.

Ulteriori azioni scoraggianti al mezzo privato (inquinante), del tipo: l’interdizione temporanea di concessioni legate ad esempio al permesso di accesso durante i fenomeni di eccessiva concentrazione di gas climalteranti, piuttosto che alla sospensione dell’accesso a causa di particolare traffico negli orari di punta, potranno a questo punto determinare la propensione per la scelta del mezzo pubblico piuttosto che quello privato.

Esemplificando: poiché i mezzi immatricolati prima del 1985 sono quelli con le maggiori emissioni di CO2 e per i quali occorre procurarsi il ticket di maggior costo per accedere alla ZTL,  nel caso l’accesso non fosse frequente potrebbe convenire al conducente lasciare l’auto a casa o nel parcheggio di interscambio, per procedere con i mezzi pubblici o con i mezzi a ZeroEmissioni offerti dal Car Sharing che si prevede di potenziare.

In questo caso, la realizzazione di una card/abbonamento individuale per accedere ai trasporti pubblici urbani di costo inferiore all’ Eco-Pass giornaliero per accedere alla ZONAStellata potrebbe dare l’incentivo decisivo all’utilizzo del mezzo pubblico.

Compatibilmente con le risorse economiche a disposizione siamo altresì intenzionati, attraverso quote dei proventi della ZONAStellata, a prevedere la  progressiva riconversione/sostituzione dell’attuale parco bus, con autobus elettrici made in Italy. A tale proposito non tutti sanno che a Vienna, una delle città più vivibili al mondo, i bus elettrici sono made in Italy. Il capitolo di bilancio 3028000 destina per il triennio 2014/2016 ben 867.500.000 euro per il rinnovo parco autobus, ma ad oggi Varese continua ad avere mezzi inquinanti con motori a combustione interna.

In tutte le città, e Varese non fa eccezioni, il problema delle corse abusive dei non pagatori, è reale e può provocare pesanti ammanchi sugli introiti. Tali inefficienze penalizzano il servizio per il cittadino. Il pagamento del biglietto a bordo con ingresso esclusivo dal davanti, è una risposta al problema che intendiamo perseguire, migliorabile con l’ausilio delle recenti “applicazioni”(come per il caso di BSMOVE nella Città di Brescia). L’applicazione consente l’acquisto del biglietto elettronico e la visualizzazione sullo smartphone di tutte le info sui servizi di mobilità della città: bus, parcheggi, biciclette, ZTL (ZONAStellata), funicolare, trasporti speciali, finanche i disagi per i passeggeri per uno sciopero in corso piuttosto che il cambio di tragitto.

Proponiamo una tessera elettronica individuale che possa diminuire il costo dell’abbonamento in funzione del numero dei viaggi in un anno (fidelizzazione) fino al raggiungimento di un minimo fisiologico dettato dalla remunerazione del servizio.

Pannello sinottico per le indicazioni di inquinamento per sensibilizzare all’utilizzo dei mezzi pubblici.
PassCard fornita dal Comune per il trasporto pubblico urbano gratuito a favore di:
bambini fino a 12 anni se accompagnati.
cittadini in fascia debole, ossia con disabilità motorie di tipo permanente, tramite eco-incentivo schematicamente indicato da apposita tabella  (*).
Gratuità di ricarica elettrica per il servizio taxi con mezzi elettrici.
(*) Il servizio prevederà una convenzione tra Comune e gestore del servizio di trasporto pubblico urbano a compensazione forfettaria delle corse eseguite a favore dei possessori di Eco-Card.

 
STELLATURA
Come misurare la Eco-Sostenibilità dei beni erosivi del territorio.

A cosa serve la stellatura?
Così come i gradi centigradi (°C) misurano la temperatura, le stelle () misurano il grado di sostenibilità di edifici e auto (beni erosivi del territorio). La misura è dunque indispensabile per quantificare la sostenibilità di edifici e auto.

Quanto costa la stellatura?
Non costerà nulla. La stellatura sarà la vera innovazione per Varese che consentirà al cittadino virtuoso di risparmiare sulle proprie tasse comunali. La procedura sarà automatica. Si partirà da una “stellatura zero” e, solo su base volontaria, si aggiungeranno le stelle che consentiranno straordinarie defiscalizzazioni, fino all’annullamento delle tasse locali !

PREMESSA
Per giungere a una vera eco-sostenibilità della città occorre mettere in campo strumenti di misurazione oggi mancanti. Tra le azioni che proponiamo, la stellatura riteniamo sia una tra le più straordinarie, efficaci e innovative azioni che possiamo mettere in campo per colmare tale mancanza. Se infatti da una parte la stellatura consentirà al cittadino virtuoso di calibrare, attraverso particolari premialità, i risparmi sulle proprie tasse comunali, dall’altra la stellatura costituisce lo strumento – fino ad oggi mancante - per misurare e certificare la sostenibilità di due settori trainanti della nostra economia locale, regionale e nazionale, ossia l’edilizia e il mondo delle auto.

Ma procediamo con ordine. Per capire meglio compiremo delle analogie con un comune strumento di misurazione. Innanzitutto una domanda: qual è lo strumento necessario al medico per misurare la febbre? Elementare, il termometro! Il termometro è infatti lo strumento che, attraverso la graduazione centigrada, consente al medico di misurare con precisione la temperatura corporea.

Per meglio farvi comprendere vi porremo una seconda domanda. Qual è lo strumento necessario al Sindaco per misurare la sostenibilità della propria città, e qual è l’unità di misura?
La città è un sistema assai complesso, tuttavia, semplificando, possiamo dire che per gli impatti ambientali che essi generano sul territorio, i beni che oggigiorno più contribuiscono al peggioramento del suo stato di salute, sono senza alcun dubbio gli edifici e le auto che vi circolano. Essi sono i beni economici  cosiddetti durevoli, che più di altri sono la causa dell’insorgere di molte “malattie” della Città (per i rifiuti faremo un discorso a parte).

Per poter “curare” la città, il Sindaco deve pertanto dotarsi degli strumenti più consoni che il legislatore gli concede per misurare il suo stato di salute. Per quanto riguarda gli edifici lo strumento più appropriato (ma purtroppo il più ignorato) è il regolamento edilizio comunale. Il legislatore nazionale lo ha stabilito con l’art. 4 del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380. Nella versione più innovativa di ultima generazione il regolamento è anche chiamato RECENS21.

Il Regolamento Edilizio e Certificazione Energetica Sostenibile del XXI secolo è già in uso in alcuni comuni della provincia di Varese ed è stato ritenuto particolarmente meritevole e innovativo col conferimento della menzione del Premio Lombardia Urbanistica 2012 bandito dalla Direzione Generale Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia. Nonostante questo, la constatazione più amara è che per misurare la sostenibilità di edifici e città i Sindaci, a causa della loro disinformazione ma anche a causa di inadeguatezze legislative, si comportano oggi come il medico si comportava prima del termometro, ossia a stima, o, peggio, come gli aruspici etruschi.

In conclusione in termini proporzionali si può affermare che il termometro sta  al medico come il RECENS21 sta al Sindaco; e ancora: la gradazione centigrada sta al termometro come la stellatura sta al RECENS21.

Mentre il RECENS21 prevede una complessità di requisiti, relazioni ed algoritmi per la determinazione del grado di sostenibilità degli edifici, per le auto la stellatura può essere ridotta a cinque fattori sostanziali: all’emissione di CO2 allo scarico (1° componente ecologica), alla vetustà dell’autoveicolo (2° componente ecologica), al rapporto tra il numero di passeggeri e l’ingombro (in pianta) del veicolo (1° componente dimensionale) e alla cilindrata del veicolo (2° componente dimensionale). Poiché ciascuna delle componenti è parametrata a percentuali di incidenza e coefficienti, il risultato che ne scaturisce attribuisce alla stellatura una serie di cinque fasce di punteggi minimi e massimi a cui far corrispondere la sostenibilità di una determinata autovettura.
 
La stella è il simbolo più utilizzato per classificare alberghi, ristoranti ed altre tipologie di locali pubblici. Lo stesso sistema viene utilizzato per classificare forme di spettacolo come cinema, teatro, musei, e qualunque altra cosa necessiti di una valutazione facilmente comprensibile e riconoscibile. La stellatura è infatti oggi utilizzata per misurare la competenza degli chef di alta cucina, ma anche per classificare prestazioni di elevate efficienze delle caldaie per il riscaldamento delle nostre case. Dal 2008 in alcuni Comuni della provincia di Varese la stellatura viene utilizzata anche per determinare il grado di sostenibilità degli edifici. Tutto ciò fa parte di un processo culturale che, con l’aiuto dei cittadini di buona volontà, ci impegniamo a  introdurre anche a Varese.

L’A.C. assegnerà il grado zero di sostenibilità, sia ad auto che edifici, a costo zero. Il cittadino, a richiesta, valuterà quando, quanto e se aggiungere stelle del proprio alloggio e/o della propria auto attraverso investimenti che ne migliorino le prestazioni. Si tratta di un nuovo paradigma proposto nell’interesse comune e che consentirà al cittadino virtuoso anche di risparmiare sulle proprie tasse locali.

Riteniamo fondamentale far comprendere a tutti che l’introduzione della prassi della stellatura per case e auto nella gestione del governo locale, è importante non perché ci si voglia fregiare di un primato regionale, nazionale, od europeo, ma perché una siffatta innovazione sarà  il vero cambiamento che – tradotta in soldoni - consentirà finalmente al cittadino “virtuoso” di risparmiare concretamente sulle proprie tasse comunali, fino all’azzeramento di quelle che ancor oggi rimangono tra le più ingiuste tasse locali, invertendo finalmente un regime vessatorio che da troppo tempo colpisce tutti e a tutti i livelli.

L’intento è quello di iniziare dall’istituzione più vicina al cittadino, ossia dal Comune. Il tentativo sarà quello di riavvicinare, dopo tanta delusione accumulata in parecchi anni di mal governo, le reciproche aspettative. Il cittadino chiederà sostegno al Comune e il Comune lo concederà in cambio di un processo di collaborazione virtuosa sostenibile. L’innovazione sta proprio qui, nell’introduzione di un reciproco effetto virtuoso. Il cittadino risparmia tasse e il Comune risana l’ambiente.

Se a questo si sommano tutti gli incentivi che abbiamo intenzione di mettere in campo, si dovrà ammettere  che il MoVimento 5 Stelle di Varese, in luogo dello spreco di denaro pubblico in inutili e contestate opere pubbliche, ha davvero intenzione di impiegarli restituendoli al cittadino virtuoso che si renderà partecipe del cambiamento. Ma procediamo con ordine.

Nella più vasta accezione del termine “rifiuti urbani” (che normalmente occupa una consistente voce di bilancio dei comuni per il servizio di smaltimento offerto dalle municipalizzate), oltre alla frazione solida (distinta in umida e secca tra cui l’indifferenziato e gli ingombranti) e liquida (tra cui gli oli esausti, fognature ed altre sostanze liquide tossiche) e per le quali paghiamo “profumate” tasse locali, riteniamo essenziale debba essere inclusa anche la frazione aeriforme, ossia quella che – generalmente a seguito di un processo di trasformazione - viene quotidianamente disciolta nell’aria. A tale proposito è del tutto pertinente e coerente il nostro insofferente atteggiamento verso questa malversazione ambientale, infatti, poiché nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma,  siamo fortemente contrari anche alla pratica della distruzione dei rifiuti tramite incenerimento.

I combustibili fossili sia essi solidi, liquidi o gassosi (aeriformi), se sottoposti a combustione, oltre a generare energia termica producono anche sostanze di “rifiuto” aeriformi – le cosiddette emissioni - non meno tossiche e dannose per l’uomo di quelle contenute nel loro stato fisico originario. La combustione origina infatti una micidiale miscela gassosa di sostanze chimiche altamente inquinanti, per le quali si determina una intrinseca necessità di smaltimento al pari dei rifiuti urbani. Dove si smaltiscono i “rifiuti” della combustione? Qual è la discarica dove tali e tanti rifiuti vengono conferiti? Nell’aria che tutti respiriamo.

Francamente sarebbe più corretto sostituire la parola “smaltimento” con “diluizione”, infatti per il principio di A.Lavoisier le sostanze inquinanti non spariscono dalla “circolazione” e nemmeno si dissolvono - al più si volatilizzano - e parzialmente vengono dilavate e precipitate a terra quando piove, inquinando - ahinoi - anche il suolo. Ricordate le piogge acide? Pensavate fossero sparite? Niente affatto. Una cosa è certa: non si elimina la polvere (anche se sottile) nascondendola sotto il tappeto.

Le emissioni inquinanti aeriformi continuano infatti ad essere abbondantemente e quotidianamente smaltite nell’ambiente urbano, in totale non curanza da parte dell’ignaro cittadino (che tutti impersoniamo), a cui tra l’altro i Comuni, ad oggi,  continuano a non offrire appropriate misure di abbattimento.

Queste emissioni proprio a causa della impressionante combinazione tra enorme quantità emessa e non visibilità della sostanza volatile, sono invece da considerare più pericolose di quelle visibili, proprio perché non si vedono. Ma tutti sappiamo che ciò che non si vede non è detto che non esista, anzi spesso finisce per essere essenziale. Ciò dimostra la fondatezza del celebre aforisma di A. de Saint-Exupery : “L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Cosa c’entra tutto questo con le case e le auto? C’entra eccome. Stiamo trattando dello smog “di prossimità”, ossia delle emissioni prodotte dalla combustione di combustibili fossili utilizzati per la produzione di energia termica necessaria per il funzionamento dei motori endogeni (detti anche a combustione interna o a scoppio) e dei riscaldamenti e scaldabagni di case e fabbriche. Sono infatti proprio queste emissioni invisibili che oggi obbligano i sindaci delle città ad adottare i provvedimenti antismog imposti annualmente dalle regioni.

Aspettare di vietare la circolazione delle auto nei centri urbani per aver varcato la soglia delle concentrazioni di sostanze inquinanti, significa costringere la collettività a far fronte a una situazione di emergenza con urgenza. E’ come se ogni anno si perpetrasse un attacco alla salute dei cittadini e il governo delle città lo affrontasse combattendolo con armi spuntate. Ma di tale attacco, di cui chiunque di noi - poco o tanto - si rende giornalmente responsabile, è giunto finalmente il momento di porre fine. Intendiamo premiare chi d’ora in poi si renderà meritevole di deporre le armi, ossia chi diminuirà la produzione anche dei “rifiuti aeriformi urbani”.

Ecco allora che la quantità di CO2, IPA, NOx, e particolati vari, che il cittadino virtuoso dimostrerà di aver fatto risparmiare all’ambiente (per esempio preferendo un’auto a bassa emissione o una casa ad elevato grado di sostenibilità eco-compatibile), troverà risposta nel riconoscimento di un comportamento sostenibile, e, conseguentemente, di una proporzionale riduzione sulla componente dei rifiuti relativa all’ Imposta Unica Comunale IUC.

 Nulla in questi anni è stato fatto qualcosa di tangibile per diminuire la pressione fiscale del cittadino virtuoso. Per questo abbiamo deciso di mettere in campo misure anti-vessatorie, educative, di sensibilizzazione culturale, ma soprattutto abbiamo deciso di adottare adeguate politiche defiscalizzanti, per convincere ed aiutare il varesino ad essere più rispettoso verso l’ambiente.

In un procedere virtuoso verso una vera e propria rivoluzione culturale a difesa dell’ambiente, del territorio, del bene comune e delle future generazioni, più il cittadino dimostrerà di essere sostenibile e di raggiungere crescenti gradi di eco-sostenibilità certificata (stellatura), maggiori saranno le riduzioni sulla TARI a lui riconosciute (o bonus di valore equivalente), fino a prevederne l’azzeramento per i casi d’eccellenza. Insomma chi meno inquinerà meno pagherà. Forse non sarà la panacea per la risoluzione di tutti i problemi del cittadino, ma noi incominceremo da qui.


AZIONI
Proponiamo l’introduzione della stellatura degli edifici e delle auto affinché ogni cittadino proprietario di immobili e auto possa richiedere, avendone i requisiti, di beneficiare della riduzione delle “tasse” locali. Naturalmente più alta sarà la stellatura dell’edificio o dell’autoveicolo, ossia il grado di sostenibilità misurato da 1 a 5 stelle, tanto maggiore sarà la defiscalizzazione attribuita dal Comune a favore del cittadino (fino all’azzeramento). Il cittadino ci guadagnerà in risparmio sulle tasse locali e il Comune ci guadagnerà in risanamento ambientale. Massimo risparmio di tasse = massima sostenibilità.

Modalità di conseguimento delle defiscalizzazioni .
Edifici
-    A tutti i fabbricati esistenti per cui è prevista l’IMU o la TASI, verrà in automatico attribuito dal Comune il grado di sostenibilità. In partenza - cioè in mancanza di più concludenti riscontri – il grado sarà incognito, ossia corrispondente a zero punti centesimali e zero stelle. L’attribuzione di tale primo punteggio avverrà d’ufficio in automatico senza che il proprietario debba fare alcuna richiesta al Comune. Da allora i proprietari potranno richiedere in qualsiasi momento, prima, durante o dopo una qualsiasi attività edilizia o addirittura in assenza di essa, la cognizione della “reale stellatura” secondo il protocollo indicato dal RECENS21. Per ogni punto centesimale conseguito corrisponderà una percentuale di riduzione dell’IMU 2^ casa o della TASI 1^ casa. Tale riduzione potrà arrivare fino all’azzeramento dell’imposta, secondo la seguente tabella 3:
 
Tabella 3

Esempio applicazione IMU & TASI senza stellatura (oggi)
Fabbricato di cat. A3 (abitazione di tipo economico) con rendita catastale di Euro 500.

Base Imponibile = 500 * 1,05 (rivalutazione del 5%) * 160 = 84.000,00

Imposta dovuta (aliquota IMU 0,80 % aliquota TASI 0,25%)
IMU : € 84.000,00 (base imponibile) * 0,81%  = €  680,40
TASI : € 84.000,00 (base imponibile) * 0,33% = €  277,20
    -----------
    L’importo per l’intera quota annuale  è =    €  956,60 arrotondato a € 957
    
Esempio applicazione IMU & TASI con la stellatura (domani)
Fabbricato di cat. A3 (abitazione di tipo economico) con rendita catastale di Euro 500.

Se lo stesso immobile avesse anche una sola stella (col 25% di sostenibilità) si risparmierebbero
€ 119,5
infatti (vedi tabella 3) l’importo si ridurrebbe del 12,5%: (957-12,5%) =  € 837,5.
Il conferimento di una sola stella col 25% di eco-sostenibilità non appare particolarmente complicato o oneroso anche per un normalissimo alloggio/appartamento (anche se condominiale) purché sia dotato almeno di:
a)    caldaia a condensazione;
b)    contratto di energia elettrica verde 100% (decennale);
c)    serramenti a taglio termico con doppi vetri U=2,85 dotati di oscuramenti esterni;
d)    copertura ventilata;
e)    valvole termostatiche;
f)    contatore per l’acqua;
n.b. Per i lavori di cui alle lettere a), c), d), e) sono ottenibili detrazioni IRPEF da parte dello Stato nelle percentuali in vigore al momento dei lavori medesimi (oggi 65%).

per l’ottenimento della stella sono possibili combinazioni con altri e diversi requisiti (vedi RECENS21). Come anche la tabella 3 rende evidente, maggiore sarà la stellatura e maggiori saranno anche le riduzioni IUC (IMU&TASI).

Autoveicoli
Incentivo alla circolazione non inquinante.
-    A tutti gli autoveicoli di proprietà di persone fisiche e giuridiche residenti o con sede a Varese, verrà riconosciuta dal Comune la riduzione sulla TARI commisuratamente al grado di sostenibilità del veicolo secondo la tabella 1. La Tabella 2 esemplifica la riduzione puntuale di alcuni tipi di auto.
-    A tutti gli autoveicoli di proprietà di persone fisiche e giuridiche residenti o con sede a Varese, verrà in automatico attribuito dal Comune il grado di sostenibilità corrispondente a zero punti centesimali e zero stelle; recandosi presso gli uffici comunali col libretto di circolazione, il proprietario del mezzo potrà richiedere la stellatura ottenendo l’effettivo grado di sostenibilità del mezzo; verrà così progressivamente istituito un apposito registro comunale sul quale censire tutti i veicoli posseduti dai residenti (anagrafe della sostenibilità dei veicoli a motore), e col procedere delle richieste sarà assegnata a ciascuna autovettura in circolazione la relativa certificazione del grado di sostenibilità del veicolo.
-    la sostenibilità è calcolata mediante due componenti, quella ecologica e quella dimensionale; quella ecologica sarà commisurata alle emissioni in grammi di CO2 per Km di percorrenza; la sostenibilità dimensionale sarà calcolata sulla base del rapporto passeggeri/superficie di ingombro e dalla cilindrata e vetustà del veicolo (es: i mezzi immatricolati prima del 1985 sono considerati altamente inquinanti);
Disincentivo alla circolazione inquinante.
-     oltre a quella già esistente del tutto inefficace alla diminuzione dell’inquinamento, istituzione di una nuova ZTL, estesa a un’ampia zona della Città, denominata ZONAStellata (a Milano denominata AreaC) all’interno della quale ridurre l’inquinamento, limitare il traffico e incentivare l’uso del mezzo a zero emissioni o comunque l’uso del mezzo pubblico; in Italia le ZTL sono diffuse in oltre 100 città con regolamenti molto simili tra loro. La ZONAStellata coinciderà con il limite del Tessuto Urbano Consolidato (TUC, terminologia non nuova in quanto già utilizzata in Urbanistica) e l’accesso sarà consentito solo dietro pagamento di abbonamento che potrà essere giornaliero, settimanale o annuale (la Tabella 1 riporta quello annuale);
-    precedenza per la circolazione urbana a ZeroEmissioni mediante accesso gratuito ai parcheggi pubblici e alle corsie preferenziali per bus;
-    la circolazione entro la ZONAStellata sarà possibile solo esponendo l’apposita vetrofania (costo vedi tabella); sono esentati dall’esposizione della stellatura (vetrofania) i soli mezzi di soccorso visibilmente appartenenti alle forze dell’ordine, VV.FF. e CRI. Chiunque potrà acquistare la vetrofania anche senza esibire la stellatura conferita dal Comune o l’attestazione di reddito minimo. In questo caso la vetrofania sarà acquistabile presso qualsiasi rivenditore della città autorizzato, al prezzo pieno corrispondente a Zero stelle.
-    Per aumentare la virtuosità del sistema, tutte le multe/sanzioni minime pecuniarie relative alle infrazioni del Codice della Strada rilevate entro la ZonaStellata sono aumentate (comunque entro i massimi stabiliti dal CdS) del:
•    0% per veicoli a 5 stelle, motocicli e ciclomotori;
•    5% per i veicoli a 4 stelle;
•    15% per i veicoli a 3 stelle;
•    20% per i veicoli a 2 stelle;
•    25% per i veicoli a 1 stella;
•    30% per i veicoli privi di stellatura (zero stelle).
Tali maggiori introiti saranno impiegati per la gestione connessa all’attuazione delle politiche di sostenibilità della Città.
 
http://www.lanazione.it/firenze/scarperia-tasi-tasse-1.221299
 
LAGO DI VARESE

PREMESSA
Con l’avvicinarsi delle elezioni la vecchia politica ci riprova. Essendosi accorta che il Lago di Varese può ancora essere un cavallo su cui puntare per avere molta visibilità, come se niente fosse la partitocrazia torna ad annunciare cure e rinnovati impegni di risanamento, la cui credibilità sta ormai da tempo sotto i tacchi di tutti. Ma il punto di forza della vecchia politica è proprio questo, essere certi di avere ancora qualcuno da “intortare” e appropriarsi delle battaglie dei 5 stelle (veri precursori di fondamentali campagne ambientali) per tentare di acquisirne la paternità. L’aspetto tecnico, quello delle ragioni per cui  il nostro lago sta morendo, sono evidentemente secondarie o (forse) non interessano proprio. Infatti, non essendosi accorta che l’eutrofizzazione del Lago proveniente dal fosforo degli scarichi fognari è responsabile dello stato comatoso del nostro Lago, la vecchia politica sfoggia oggi in pompa magna ricette trite e ritrite e annuncia ovvietà mirabolanti. Da oltre un ventennio ci ripetono le stesse cose, qualcuna talmente scontata da lasciarci a bocca aperta, del tipo: “il punto fondamentale resta quello di trovare il modo di non inquinare più” (fonte: La Prealpina 29/01/2016). Il problema è grave ma non è serio verrebbe da dire parafrasando il grande Flaiano.
La verità è una sola, il lago non si risanerà (mai) se non si passerà con urgenza dalle parole ai fatti, e ogni organo istituzionale deve fare la sua parte. La vecchia politica è convinta che la sottoscrizione di rinnovati impegni dell’Associazione dei comuni rivieraschi o la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio del Lago (conditi con un po’ di alternanza ai vertici, un po’ di UE e un po’ di annunci) sia la panacea per ridare vita al nostro Lago, e magari renderlo balneabile in 5 anni come è stato annunciato dall’amministratore della Cooperativa dei Pescatori, nonché rappresentante del comitato Scientifico del Lago. E’ tanto che lo diciamo e qui lo ribadiamo forte e chiaro: noi non ci stiamo e andiamo avanti nel nostro percorso proponendo alcune concrete misure di salvaguardia e difesa della sponda varesina di competenza comunale, con la speranza che l’Associazione dei comuni rivieraschi possa trovarle di buon senso e recepirle per l’intero bacino lacustre:

 
AZIONI (decalogo 5 stelle a difesa del Lago)
•    Organizzazione di squadre (Task Force) per il rilevamento (dal bacino lacustre con barche a motore elettrico/droni) degli scarichi rilevati sulla sponda del Comune di Varese prevedendo battute giornaliere/settimanali in coordinamento tra Servizio di Prossimità (SdP), GEV e polizia urbana.
•    Task Force (formata da: SdP, GEV, Cooperativa pescatori, pescatori amatoriali) che preveda interventi di contrasto (dissuasione/interdizione) del fenomeno del bracconaggio per la parte di sponda varesina.
•    Verifica della natura degli scarichi rilevati e catalogazione in abusivi e non abusivi, inquinanti e non.
•    Analisi dei reflui, provenienti dalla sponda varesina, scaricati nel Lago.
•    Avviso di messa al bando (moratoria) degli scarichi inquinanti secondo una classifica di priorità.
•    Obbligo (entro due anni di tempo) di realizzazione di impianti di fitodepurazione domestica a carico delle proprietà su cui viene rilevato lo scarico abusivo.
•    Sanatoria:    - gratuita (ravvedimento operoso) per gli scarichi abusivi rilevati sulla sponda   varesina che si regolarizzeranno (entro i due anni previsti) mediante fitodepurazione.
        - onerosa per tutti gli altri scarichi che non si regolarizzeranno entro i due anni.
•    Divieto su tutta la sponda varesina di attracco (o partenza) con imbarcazioni dotate di motori a combustione interna.
•    Introduzione di attività turistico-culturali, di pesca sportiva e di navigazione eco-sostenibile sulle sponde varesine con mezzi da diporto neutral carbon.
•    Organizzazione di squadre per la vigilanza, l’osservazione e la pulizia della sponda del Comune di Varese in coordinamento tra: SdP, GEV, SalvaCittà, polizia urbana.

Programma "Respira"

Linee Guida del Programma  2016-2021

la nostra città ha solo bisogno di un nuovo punto di vista per promuovere e valorizzare le risorse e le bellezze che già possiede.

Cosa il MoVimento 5 Stelle pensa che si debba cambiare nella gestione della cosa pubblica?
Deve essere assunto pienamente lo spirito di servizio verso la collettività che caratterizza l’ideale originario della democrazia partecipata e attiva su cui il nostro MoVimento si èsempre orientato. Si devono sancire, con atti concreti, i principi di solidarietà, tolleranza e rispetto delle diversitàsu cui si fondano, capisaldi irrinunciabili, la convivenza civile e lo sviluppo sostenibile di tutte le componenti della società.

Si deve incentivare l’intera comunità a partecipare ad un progetto condiviso di sviluppo sostenibile,assumendo tutti quei comportamenti virtuosi che mirino al rispetto dell’ambiente, delle prerogative di ognunoe del destino delle future generazioni.

IL MOVIMENTO 5 STELLE di Varese GIUDICA l’operato della Giunta uscente come fallimentare: perché è mancato il senso di coesione e di reciprocità fra Amministrazione e Cittadini, più grave in un momento storico di sfavorevole congiuntura economica, che ha inciso negativamente sulla qualitàdella vita di sempre più vaste fasce di popolazione. Le scelte fatte dalla Giunta uscente troppo spesso sono parse come orientate ad ”altre finalità”anziché al conseguimento di un risultato di generale interesse.

Alcuni esempi per capirci:
nel 2009 viene venduta la Partecipata Aspem, costituita a Varese nel 1960, alla Società A2A. Le azioni che il Comune riceve a pagamento, nel giro di sei anni dimezzano il loro valore mentrela bolletta per la raccolta dei  rifiuti urbani nel frattempo è lievitataed oggi si superanoi costi medi dei comuni della Provincia di Varese di quasi un terzo.
nel 2007 il Comune acquista la Caserma Garibaldi in pessimo stato per € 2.420.000 e nel2010, per legge nazionale, tutte le strutture militari dismesse sono cedute  ai Comuni
a titolo GRATUITO.
Nel frattempo i Cittadini di Varese si sono accollati una ulteriore spesa per lamessa in sicurezza della stessa Caserma pari a € 1.170.000 e non è finita.
E’ stato deliberato  un parcheggio interrato alla Prima Cappella, l’abbattimento e la ricostruzione del Teatro Apollonio, un parcheggio multipiano in via Sempione e molte altre iniziative sono in progetto, ma i Cittadini ne sono consapevoli, ne condividono le scelte, sono spese prioritarie per la citta?

Anche se si dirà che per alcune spese c’è un intervento da parte dello Sato o della Regione Lombardia (soldi comunque derivanti dalle tasse  pagate dai Cittadini) forse sarebbe stato meglio, in una fase di  così grave difficoltà economica generale, fare scelte più oculate e coerenti.

Il MOVIMENTO 5 STELLE propone per la città

L’acronimo RESPIRA  declina il Programma del MoVimento 5 Stelle di Varese nei suoi concetti essenziali:

R come Riduzione delle tasse ai virtuosi

E come Eco-sostenibilità ambientale: edilizia, urbanistica e mobilità

S come Sostegno al lavoro e al welfare comunale

P come Partecipazione dei Cittadini alla vita pubblica

I come Istituzione del Reddito di Cittadinanza Municipale

R come Rifiuti zero obiettivo  80% di raccolta differenziata

A come Acqua pubblica obiettivo 50 lt. giornalieri  gratuiti ai Cittadini Virtuosi

7 punti programmatici irrinunciabili per lo sviluppo sostenibile di Varese

Un programma improntato sul concetto di riduzione graduale  delle tasse a chi, con il suo comportamentovirtuoso, dimostra nei fatti di amare e rispettare la Città in cui vive e di collaborare con l'amministrazione nelrendere la nostra Città più vivibile per sé, per la collettività e per le future generazioni.

LA NOSTRA CAMPAGNA ELETTORALE E' AUTOFINANZIATA, NON USIAMO SOLDI PUBBLICI

Ridurre le tasse ai virtuosi

La riduzione delle tasse è forse l’aspettativa  più gettonata e condivisa da parte dei cittadini che ci hanno contattato, ci è dunque parso naturale e conseguente dedicare la prima azione proprio a questo obiettivo che - lo ricordiamo – è stato clamorosamente mancato dall’Amministrazione uscente e dalla partitocrazia che in questi anni l’ha sostenuta.