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Acqua Pubblica

Acqua Pubblica

A   come… AcquaPubblica - obiettivo 50 Lit/giorno per tutti Cittadini Virtuosi

L'acqua come l'aria è un bene essenziale e la sua preservazione un principio strategico irrinunciabile.Il fabbisogno minimo giornaliero a persona, secondo l’Onu, non può essere inferiore a 50 litri a persona.

Il consumo medio di acqua giornaliero per persona nel nostro Comune di Varese è di 180 litri.

Il MOVIMENTO 5 STELLE intende sensibilizzare i Cittadini ad un uso più responsabile di questo

bene prezioso e garantire le fasce a reddito più contenuto con queste iniziative:

- 50 litri di acqua al giorno gratuiti a persona per tutti, per consumi superiori ai 50 litri giornalieri si applicheranno tariffe differenziate secondo il

- principi “chi meno consuma meno paga”,

-si incentiverà la raccolta dell'acqua piovana per consumi pubblici, industriali e domestici.


A cosa serve?
A evidenziare l’amoralità del profitto economico quando viene richiesto sui bisogni essenziali dell’uomo (tra i quali i servizi igienico-sanitari e il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU). Serve anche a premiare il cittadino virtuoso.

Quanto costa?
Il recupero dei costi a carico delle eccedenze erogate oltre i 50 lt/die, rende la misura un’azione a costo zero.

PREMESSA
Per sancire l’importanza e la preziosità dell’acqua potabile intesa come irrinunciabile risorsa naturale per la vita, il 22 dicembre del 1992 una risoluzione dell’ONU ha stabilito di dichiarare il 22 marzo di ogni anno la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, in conformità con le raccomandazioni scaturite dalla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro e contenute nel capitolo 18 dell’Agenda 21.

Il 28 luglio 2010 a New York l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari tra i diritti umani fondamentali e per questo considerati universali. Dopo circa 15 anni di dibattiti, dei 163 paesi presenti all’Assemblea, 122 hanno votato a favore (Italia compresa), 41 si sono astenuti, ma nessuno ha votato contro.

La Commissione e il Contratto Mondiale per l’Acqua indicano in poco meno di 50 litri la quantità minima giornaliera per soddisfare i bisogni essenziali tra i quali sono compresi i servizi igienico-sanitari di base, ancora preclusi a oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo.

L’acqua potabile è un bene comune:
•    indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo;
•    presente in natura in quantità limitata e con concentrazioni territoriali disomogenee, dunque prezioso;
•    riconosciuto fondamentale per il pieno godimento del diritto alla vita e dell’inclusione e della pace sociale;
•    entrato a far parte ufficialmente della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Sono 8 milioni i cittadini italiani che non ne hanno accesso e 18 milioni quelli che bevono acqua depurata, mentre il 15% della popolazione totale ogni estate è sotto la soglia minima del fabbisogno idrico (fonte Dossier Acqua 2010 di Solidarietà e cooperazione Cipsi), che si attesta intorno ai 50 litri giornalieri pro-capite (diritto di acqua avallato dall’ONU).

Nella sola Lombardia l’acqua erogata annualmente è pari a poco più di 100 mc. per abitante (più di 270 litri giornalieri) con una dispersione di rete pari al 27% (Fonte ISTAT).

Il consumo di acqua fatturata per uso domestico a Varese nel 2011 è stato di 66,1 mc., pari a circa 180 litri giornalieri pro-capite (Fonte ISTAT) a fronte di un fabbisogno minimo vitale di circa 50 litri giornalieri

Sul territorio della provincia di Varese molti Comuni hanno allestito punti di erogazione gratuita dell’acqua potabile video-sorvegliati denominati “Case dell’Acqua” con prelievo tramite chiavetta elettronica a pagamento.

Il Manifesto del I Forum Alternativo Mondiale sull’Acqua (FAME) svoltosi a Firenze 21-22 marzo 2003 si ispira ai seguenti principi fondamentali:
a)    l’accesso all’acqua nella quantità e qualità sufficiente alla vita deve essere riconosciuto come diritto costituzionale umano e sociale universale, indivisibile ed imprescindibile.
b)    L’acqua deve essere trattata come un bene appartenente a tutti gli esseri umani ed a tutte le specie viventi del Pianeta. Gli ecosistemi devono essere considerati come beni comuni.
c)    Le collettività pubbliche (dal Comune allo Stato, dalle Unioni continentali alla Comunità Mondiale) devono assicurare il finanziamento degli investimenti necessari per concretizzare il diritto all’acqua potabile per tutti ed un uso “sostenibile” del bene acqua.
d)    I cittadini devono partecipare su basi rappresentative e dirette alla definizione ed alla realizzazione della politica dell’acqua, dal livello locale al livello mondiale.
 
Con il referendum abrogativo del 12/13 giugno 2011 è stata votata l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008 e dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 limitatamente alla parte del comma 1, che disponeva che la tariffa per il servizio idrico fosse determinata tenendo conto “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Il programma sull’acqua pubblica è stato scritto per il MoVimento 5 Stelle da 27 milioni di italiani che il 12 e il 13 giugno 2011 hanno sancito il primato del concetto di bene comune sulle logiche del mercato .

E’ stata formulata una legge di iniziativa popolare concernente i principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque che, all’art. 9 comma 3, prevede il diritto umano non revocabile e nemmeno sospendibile di vedersi garantito un quantitativo minimo vitale gratuito pari a 50 litri per persona, ripartendo la mancata fatturazione sui consumi che i cittadini evidenzieranno dalla contabilizzazione volumetrica individuale posta a valle di ciascuna utenza.

Ci adopereremo strenuamente affinché il Consiglio comunale di Varese intraprenda ogni iniziativa di propria competenza affinché la società che gestisce il servizio idrico comunale (Alfa s.r.l.), adotti, quantomeno in via sperimentale, una politica tariffaria che consenta a ogni cittadino residente la gratuità di erogazione giornaliera dei primi 50 litri di acqua potabile per solo uso domestico, necessari per garantire i bisogni essenziali, tra i quali i servizi igienico-sanitari, e il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU.

In subordine ci adopereremo per la divulgazione in ambito scolastico, domestico, industriale ed istituzionale e ad intraprendere ogni iniziativa tesa a ridurre gli sprechi della  preziosa risorsa naturale, includendo nelle misure antispreco, se necessario, anche quella di prevedere, mediante apposito regolamento comunale dedicato alla sostenibilità, un fondo compensativo per garantire a ciascun cittadino di Varese la gratuità dei primi 50 litri di acqua giornalieri in ambito domestico. Il fondo  verrà richiesto solo sui consumi eccedenti il minimo garantito ed in particolare sui consumi che verranno ritenuti dal regolamento comunale insostenibili e cagionevoli di danno alla pubblica utilità.

AZIONI

Lo Statuto Comunale di Varese deve riconoscere il Diritto Fondamentale all’Acqua, confermando il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato che deve essere privo di rilevanza economica.
• Revisione immediata delle condizioni di adesione ad Alfa s.r.l., la Società di diritto privato creata dalla Provincia di Varese per la gestione dell’acqua pubblica e richiesta di trasformarla in società pubblica prima di tornare ad aderirvi
• Adozione di una tariffa progressiva per disincentivare pratiche di spreco, che garantisca la gratuità dei primi 50 litri giornalieri pro-capite, come stabilito dall’ONU.
• Promozione dell’uso di acqua potabile comunale attraverso l’installazione, in diversi punti della città, di fontane pubbliche, che distribuiscano acqua depurata liscia e gassata, con efficienza certificata;
• Incentivazione dell’utilizzo di acqua pubblica in caraffa nei locali, nelle mense scolastiche e negli edifici pubblici.
• Acqua pubblica certificata attraverso la pubblicazione delle analisi delle acque sul portale istituzionale del comune;
• Diffusione delle fontanelle pubbliche, in particolare nelle aree a grande frequentazione pedonale e ciclabile con pubblicazione di una mappa aggiornata sul portale comunale, supportata da indicazioni stradali ed informatiche;
• Promozione, sostegno e incentivazione nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni edilizie di una rete di raccolta delle acque piovane che confluisca in vasche di accumulo (e acque grigie anche con l’ausilio della fitodepurazione), per uso: irriguo, lavaggio strade, processi di recupero rifiuti e riciclaggio e processi industriali;
• Incentivazione dell’uso di bacini di contenimento delle acque piovane per attività industriali ed agricole;
• Impegno a migliorare le qualità organolettiche dell’acqua così come sgorga dai rubinetti.

Ultima modifica il Venerdì, 19 Agosto 2016 09:06
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