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CULTURA

PREMESSA

Siamo convinti che Varese abbia perso molte opportunità per il proprio sviluppo culturale, ed oggi tristemente ne vediamo le conseguenze. Varese è esclusa da qualsiasi circuito museale di rilievo che le consenta di competere anche in termini di turismo culturale con altri capoluoghi di provincia del nord Italia.

Dopo aver speso infinite risorse in bandi e concorsi di idee per rimpiazzare il “Teatro Sociale” di Piazza Giovine Italia abbattuto definitivamente nel 1953, Varese ha dovuto attendere gli anni 2000 per averne uno nuovo (provvisorio tra l’altro) ma non senza aver compiuto l’ennesima demolizione dissennata per poterlo accogliere, ossia il Mercato Coperto in Varese. Risultato? Oggi molti vorrebbero un mercato coperto.

Considerata la propensione della politica locale a demolire piuttosto che a proteggere e conservare la propria storia, e a spendere ingenti somme di denaro pubblico in periodi di magra per tutti, i 5 stelle di Varese si oppongono (per brutto e provvisorio che sia) alla demolizione dell’attuale Teatro Apollonio ma soprattutto all’ingente investimento (34 Mln di €) per un Masterplan di cui la città non ha bisogno.

Chiede invece di focalizzare le attenzioni al recupero della ex Caserma Garibaldi che – oltre che abbandonata - versa in condizioni tali da richiedere urgentemente una sua ristrutturazione. Inoltre la caratteristica del nuovo teatro che il contestato Masterplan prevederebbe striderebbe enormemente con la perduta funzione di “socialità” che pure era presente ed insita persino nel nome dell’ormai scomparso Teatro Sociale. A questo proposito non tutti sanno che…

… un ometto barbuto si era sempre dichiarato contrario alla nuova opera considerandola “di troppa spesa e … inutile nell’avvenire”. Egli avrebbe preferito impiegare le ingenti somme per far fronte ai tanti bisogni della povera gente in un periodo di pesanti ristrettezze per la popolazione, inoltre, con la sostituzione del vecchio teatro, non si sarebbe mai potuta permettere un ingresso a quello nuovo. Al suocero - l’ometto - scriveva: “… il teatro?.. Non credo né lo crederò mai…poveri noi se ciò accadesse! Casca il Mondo!” Quanto al Sindaco l’ometto diceva: “ ha avuto la vanità di lasciare una memoria che durasse dopo il suo regno: s’è servito dei denari del Comune e del mio nome ed ha fatto il teatro…Ha avuto torto. Ecco tutto.”  L’ometto era Giuseppe Verdi che all’inaugurazione non mancò di far notare la sua disertazione mentre andava in carrozza in quel di Tabiano per assumere delle cure termali. Ancora una volta, ma questa volta senza acronimi: Viva Verdi!

l’UNESCO ci dice che l’Italia è la nazione che detiene il maggior patrimonio culturale al mondo. In funzione di ciò, qualcuno la erge a “patria dell’arte” altri ancora a “capitale mondiale della cultura” o a “museo diffuso” e proprio su quest’ultima definizione ci vorremmo soffermare in quanto con la proposta che ci apprestiamo a illustrare riteniamo di essere in grado si scatenare positive e reciproche sinergie tra Milano e Varese Land of Tourism. Tali forze la farebbero infatti riscattare dal triste decadimento che purtroppo la affligge inesorabilmente dal dopoguerra.

In verità il punto forte costituito dalla vicinanza tra le due Città non è una novità. Fu infatti scandita ufficialmente fin dal 1° settembre 1924 con la realizzazione della prima autostrada italiana (alcuni ritengono del mondo). Ma ancor prima, Varese e il varesotto furono scelti dalla cultura milanese come scenario per una pratica (quella costruttiva) di assoluta qualità, che ancora oggi in Varese fa bella mostra di sé nelle opere di numerosi artisti e architetti tra i quali il Sommaruga, provenienti, dalla prestigiosa Accademia di Brera di Milano.

AZIONI

Per le sotto riportate ragioni abbiamo chiesto che la cittadinanza si potesse esprimere sulla trasformazione della ex caserma, ma non siamo stati ascoltati.

  1. La vicina e frequentatissima Pinacoteca di Brera conserva nei suoi depositi innumerevoli opere pittoriche di altissimo valore economico ma soprattutto artistico e culturale, che per ragioni di limitato spazio espositivo non riusciranno mai (o molto raramente) ad avere la visibilità che invece meriterebbe.
  2. Al termine o durante l’ultimo anno di studi, i giovani provenienti dai licei (in particolare quelli del liceo artistico Frattini di Varese) con mirati corsi integrativi extra-curricolari patrocinati dal Comune e da Regione Lombardia, potrebbero rafforzare le proprie competenze in tema di storia dell’arte in modo da fare da accompagnatori turistici per mostre d’arte allestite in città (una sorta di servizio civile artistico municipale).
  3. I licei e l’università varesina, supportati dall’Amministrazione comunale, dalla Soprintendenza dei Beni Artistici della Lombardia e dal Ministero dei Beni Culturali, potrebbero intraprendere ed imbastire rapporti interculturali con la Pinacoteca di Brera per costruire la possibilità di dare spazio e visibilità (nella ex caserma ristrutturata) alla moltitudine di opere pittoriche e artistiche, magari in cambio di reciproci sviluppi sinergici;
  4. Il recupero strutturale e conservativo della ex caserma Garibaldi, con una spesa di molto inferiore ai 24 milioni per la realizzazione del nuovo teatro, potrebbe restituire alla città un contenitore appropriato, strategico e centrale, dotato di spiccati requisiti vocazionali ed attitudinali e soprattutto mancante a Varese, per ospitare con successo opere d’arte pittoriche con funzione museale ed espositiva, mettendo in atto quel concetto di “museo diffuso” di cui si diceva in premessa.
  5. Il muro perimetrale della caserma prospettante sulla piazza potrebbe essere staticamente rafforzato da un secondo muro di circa 1.000 mq di superficie (quinta urbana) destinata ad ospitare il secondo affresco murale (murales) più grande del mondo. Alle operazioni di composizione e affrescatura verrebbero impegnati gli studenti dei licei varesini con l’assistenza esecutiva del liceo Artistico di Varese e la supervisione della scuola murales di Lione.

Ebbene l’idea alternativa alla collocazione della biblioteca nella ex caserma è stata dunque quella di mettere a sistema le sopraccitate azioni al fine di:

  • rimettere a nuovo un’importante e decadente stabile cittadino (la ex caserma Garibaldi);
  • ridargli una nuova e prestigiosa attrazione funzionale;
  • aumentare gli spazi espositivi della Pinacoteca - oggi mancanti – offrendo all’istituzione di Brera la possibilità di trasferire dai loro magazzini al neo distaccamento di Varese innumerevoli tele e capolavori altrimenti destinati a non avere la visibilità dovuta.
  • coinvolgere i ragazzi di scuole e università varesine nell’organizzazione del progetto e nella gestione amministrativa degli spazi che si andranno a risistemare e alle operazioni di composizione e affrescatura del murales;
  • coinvolgere i loro docenti nell’organizzazione di eventi espositivi partecipando con la sede centrale di Milano, al fine di inserirsi nel circuito museale italiano ed europeo;
  • consolidare il partenariato tra la Pinacoteca di Brera e il Liceo Artistico Frattini di Varese.

Se saremo noi a governare la Città, ci impegnamo a richiedere a Regione Lombardia, ai Ministeri competenti, al Comune di Varese e all’Unione Europea i necessari finanziamenti ed eventuali fondi strutturali UE, per portare a termine il progetto “Pro Pinacoteca di Brera a Varese”.

Teatro

Come azionare il progetto dedicato al teatro:

  1. Gli oltre 100.000 spettatori annuali del Teatro Apollonio e la presenza di altri palcoscenici come quello del Santuccio o del Teatro Nuovo, consentono oggi una programmazione della stagione teatrale sufficientemente ricca, versatile e diversificata che soddisfa le esigenze della città.
  2. I varesini non sentono l’esigenza né di demolire il Teatro esistente (l’Apollonio) né di edificarne uno nuovo al suo posto, magari rimanendo ancora anni senza poterlo rimpiazzare. I pochi cittadini d’accordo a tale operazione lo sono più per una questione estetica (l’Apollonio è un teatro tenda di non eccelsa fattura) o per assecondare un capriccio politico della giunta Fontana, ma non certo sentono il bisogno di avere a Varese un teatro classico per l’esecuzione di opere liriche, che inoltre non avrebbe nemmeno la consolazione di avere una compagnia teatrale stabile da collocarvi.
  3. I denari messi a disposizione da Regione Lombardia per il Masterplan di Piazza Repubblica possono più opportunamente e con minor spreco riguardare un riattamento/rinnovo dell’Apollonio e della sala “Politeama”, quest’ultima per ampliare l’offerta culturale anche alla musica da concerto. Le attuali sale del Liceo Musicale non hanno infatti capienze sufficienti e l’Apollonio non gode di un’acustica ideale per la propagazione di una buona qualità del suono.
  4. Eventi di eccezionale qualità teatrale riguardanti prestigiose regie, scenografie, costumi, come per il teatro classico dell’opera o concerti di particolari caratteristiche di affluenza o celebrità, qualora non fossero accoglibili nelle strutture cittadine possono essere seguiti (con minor spesa per tutti) recandosi nella vicina Milano, raggiungibilissima dagli affezionati a questo genere di eventi sia col mezzo pubblico che col mezzo privato.

Biblioteca - Emeroteca

  1. “La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un'istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza al pensiero, alla cultura e all'informazione.
    La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali.In quattro mosse come azionare il progetto dedicato alla consultazione di libri e giornali” (tratto dal manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche).
  2. Nel mondo globalizzato ed informatizzato in cui viviamo la necessità di spazi pubblici diminuisce e conseguentemente diminuisce anche quella relativa alle consultazioni de visu dei volumi della Biblioteca Civica di Varese. Le attuali sale di consultazione assolvono bene il loro compito e non si rileva pertanto alcuna necessità di spostamento della biblioteca ipotizzato nel Masterplan di Piazza Repubblica. La Biblioteca Civica è inoltre inserita nell’edificio di “Palazzo Estense” adiacente ai giardini pubblici più belli della Lombardia e riteniamo che non potrebbe avere migliore collocazione, panorama e raggiungimento da parte dei cittadini.
  3. Il servizio Biblioteche ha la funzione di coordinare la Rete Bibliotecaria Provinciale per contribuire all’informazione, all’aggiornamento culturale e all’avanzamento degli studi e delle ricerche. Con l’emeroteca riteniamo che il Servizio offerto costituisca un fiore all’occhiello della Città e pertanto riteniamo sia da sostenere sia quello basato su supporto cartaceo sia quello informatizzato.
  4. La Rete comprende i sistemi bibliotecari Dei Laghi, Valli dei Mulini, Busto Arsizio, Valle Olona, Saronno, Sistema A.Panizzi di Gallarate e la Carta Regionale dei Servizi (CRS) permette di accedere a tutta la rete con metodiche di ricerca informatizzata senza spostarsi da casa implementata recentemente dal servizio di messaggistica.

Architettura: adotta un monumento

Mettere in primo piano strutture e siti ubicati a Varese deve diventare uno degli obiettivi prioritari di ogni varesino che non vuole far morire le proprie radici culturali. In questo modo potremo riscoprire e valorizzare anche attraverso l’introduzione del “crowdfunding” un bene pubblico con la finalità di renderlo utile per l’intera comunità, sottolineando il mancato sfruttamento turistico ed occupazionale del territorio varesino.

Ad oggi purtroppo il Governo non ha ancora attuato a livello nazionale quanto previsto dalla legge introdotta su proposta dei deputati 5 stelle (primo firmatario Luigi Gallo). Sulla scorta del progetto RestArt  Campania, i 5 stelle di Varese hanno intenzione di attivare un percorso che - attraverso il ripensamento delle sue funzioni tipologiche in vista dell’affidamento alle future generazioni - ridia speranza al patrimonio storico artistico e culturale varesino, dimenticato e soggetto da decenni ad un incurante degrado.

  1. Varese è disseminata di architetture di notevole qualità risalenti ai primi del ‘900 che per l’incuria o l’incapacità della classe politica locale ad avanzare proposte di buon senso utili alla collettività, rischiano un inesorabile decadimento funzionale ed architettonico.
  2. Una di queste perle – passata alla storia dell’architettura come il gioiello varesino del liberty italiano ed europeo – è l’ex Hotel Campo dei Fiori collocato a 1200 m sulla cima dell’omonimo monte che sovrasta la Città, realizzato dall’architetto Giuseppe Sommaruga.
  3. Riteniamo utile operare una variante al PGT allo scopo di introdurre l’urgente pianificazione dello spostamento delle attuali antenne radio-televisive attualmente collocate sul tetto della struttura storica proponendo siti alternativi. Ciò consentirà di liberare la struttura da un pesante giogo che diversamente la porterà tra qualche decennio al totale decadimento funzionale e architettonico, tale da renderla irrecuperabile.
  4. Agevolare e immaginare attraverso un’appropriata pianificazione urbanistica del sito una ricollocazione funzionale dell’ex hotel ammettendo destinazioni d’uso confacenti alla bellezza del luogo, all’importanza, alla solennità e alla memoria dell’architettura dell’edificio. Riteniamo che una previsione d’uso tra quelle sotto indicate consentirebbe all’edificio con la complicità - di Regione e Ministeri - di scongiurare un brutto destino:
  • Alta scuola internazionale di specializzazione e tirocinio per la formazione di chef stellati italiani ed esteri.
  • Centro benessere di levatura internazionale;
  • Cittadella della scienza composta da alta scuola di specializzazione astrofisica, ampliamento dell’osservatorio astronomico Schiapparelli e al centro Geofisico Prealpino per le loro attività di ricerca.

Altra architettura della città oggi dimenticata  è il Castello di Belforte (oggi ridotto a rovina) su cui il progetto “adotta un monumento” potrebbe riscattarlo dall’abbandono e dall’incuria generale.

Folklore:

La messa in campo del Fondo rionale per il Merito Ambientale (FORMA) consentirà di generare una spontanea competizione tra i rioni che li vedrà impegnati al raggiungimento di forme di  virtuosità ambientale variegate. I tre migliori gradi di virtuosità saranno premiati con l’elargizione di eco-incentivi comunali di non trascurabile entità che i rioni potranno impiegare per lo svolgimento di feste popolari della tradizione e per la manutenzione di beni pubblici a cui il rione ha particolare affezione. L’annuale carnevale bosino piuttosto che altri eventi di natura culturale, ludica o festaiola saranno così finanziati attraverso il FORMA in dipendenza della eco-sostenibilità ottenuta durante l’anno dagli abitanti del rione. Tre dei nove rioni cittadini più meritevoli disporranno così di eco-incentivi annuali per migliorare il decoro e l’accoglienza del rione stesso. Un contributo fisso consentirà ai rimanenti sei rioni di far fronte agli eventi folkloristici ritenuti più necessari.

Ultima modifica il Lunedì, 29 Febbraio 2016 05:44
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