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Rifiuti Zero

Rifiuti Zero

R   come… Rifiuti Zero- obiettivo 80% RD.

La riduzione della quantità dei rifiuti solidi urbani, è uno dei punti qualificanti per una politica attenta alle sorti del Pianeta, alla qualità dell’aria e alla salute di tutti i Cittadini.

Il riciclo dei rifiuti, oltre che ridurre le conseguenze del loro smaltimento sull’ambiente,può produrre nuovi posti di lavoro fino 1 a 15 rispetto a inceneritori e discariche.Tutto quello che non è riutilizzabile, riciclabile o compostabile è il risultato di un erroredi progettazione e deve essere sanato.

Il processo produttivo deve essere innovativo ed impostato secondo i principi di cautela e rispetto dell’ambiente, attraverso strategie che vedano la collaborazione di istituzioni, imprese e università.

In questo ambito il MOVIMENTO 5 STELLE propone il“ chi meno inquina meno paga”.

A Varese è stata sperimentata, su mozione del Movimento 5 Stelle, la “Raccolta Puntuale”,che prevede un costo commisurato alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti.

L'intento è di penalizzare chi conferisce più rifiuti indifferenziati e di premiare chi, viceversa,

opera correttamente nella separazione dei rifiuti.

Incentivare la raccolta differenziata, infatti, consente di ridurre l’impatto sull’ambiente di inceneritorie discariche. Significa altresì ridurre i costi di smaltimento a carico della collettività. Significaconcorrere ad una miglior qualità dell’aria e, non ultimo il risvolto economico: i materiali riciclabili, infatti, hanno un mercato e la loro vendita rappresenta un introito interessante per le casse del Comune e per le tasche dei Cittadini.

La realizzazione di questo piano presuppone la partecipazione attiva di tutti gli enti che in questo ambito operano, pubblici e privati ma, risulta essenziale ed auspicabile la partecipazione di tutti i Cittadini

A cosa serve?
A diminuire lo sfruttamento e l’erosione delle risorse del Pianeta, a ridurre l’inquinamento dei comparti ambientali a tutto vantaggio della salute dell’Uomo. A mantenere inalterate aree vitali del Pianeta, come le foreste pluviali. Il cambio di paradigma si attua con la partecipazione del cittadino a beneficio di tutti.

Quanto costa?
E’ una politica di lunga prospettiva. Entro il primo anno dall’introduzione della tariffa puntuale porta a porta si prevede un risparmio che a regime potrà arrivare quasi al dimezzamento dell’attuale spesa, con riduzione sostanziosa e generalizzata della TARI. Una riorganizzazione della gestione permetterà di aumentare i posti di lavoro.

PREMESSA
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire dai seguenti concetti:

Tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile denota un errore di progettazione e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni.

Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai).

L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.

Come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova).

Gli orientamenti in materia previsti dalle leggi nazionali e dalle direttive europee privilegiano: a) la prevenzione e la riduzione alla fonte, b) il riutilizzo, c) l'ottimizzazione della raccolta differenziata, d) il riciclo e il recupero dei materiali inorganici ed organici per produrre materia prima secondaria per l’industria e il compost per l’agricoltura;

Uno studio di Regione Lombardia del 2010 (“Valutazione statistico-economica dei modelli di gestione dei rifiuti urbani in Lombardia”) evidenzia chiaramente che all'aumento della percentuale di raccolta differenziata diminuiscono i costi del sistema di gestione dei rifiuti, a tutto vantaggio dei cittadini.

Il costo medio di gestione (fonte gruppo Contarina SpA) per abitante nel Nord Italia è attestato a circa € 185 che per i circa 80.000 abitanti di Varese, determina un costo di circa € 14.800.000. Non si comprende pertanto (a meno di ipotizzare evidenti inefficienze) come la quota prevista a bilancio nel 2014 dal Comune di Varese possa essere stata di € 15.303.000 con una RD (nel 2013) di circa il 60%. Ben 500.000 euro in più rispetto alla media. Se invece il confronto lo facciamo col Comune di Ponte nelle Alpi (comune esemplare in campo della raccolta porta a porta) risulta che nel 2013 la differenza procapite a Varese è stata di circa il 77% superiore. Con una conduzione virtuosa (€104/ab) a Varese si potrebbe dunque diminuire la spesa per la gestione dei rifiuti di quasi 7 milioni di euro all’anno rendendo possibile una sostanziosa e generalizzata diminuzione della TARI.

Secondo il d.lgs 152/2006, e in accordo con il principio contenuto nella direttiva europea 2008/98/CE “chi inquina paga”, il produttore di rifiuti è responsabile della loro gestione e del loro corretto smaltimento.  Il costo deve essere equamente ripartito tra i produttori e i detentori di rifiuti in modo tale da rispecchiare il reale costo per l’ambiente della loro produzione e gestione e deve tenere in considerazione la quantità di inquinamento effettivamente prodotto;

Per tale motivo, con l'emanazione del c.d. decreto Ronchi (D.Lgs. 22/1997) è stato sancito il passaggio dal sistema della tassa a quello della tariffa. L’art. 49, comma 1, del citato decreto, istitutivo della “tariffa d’igiene ambientale” ha infatti soppresso la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti a decorrere dai termini indicati dal D.P.R. 158/1999 (Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani), entro i quali i comuni avrebbero dovuto provvedere all’integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa. Il comma 1-bis del medesimo art. 49 ha comunque consentito ai Comuni di deliberare, in via sperimentale, l'applicazione della tariffa anche prima dei citati termini. Termini però che, per effetto di successive proroghe legislative, non sono mai diventati operativi;

Il D.L. n. 201/2011 fissa al 1° gennaio 2013 l’entrata in vigore del nuovo tributo denominato Tributo Comunale Rifiuti e Servizi (Tares). L’aspetto interessante della Tares è il nuovo impulso verso la commisurazione del servizio all’effettiva quantità prodotta di rifiuti. Difatti i Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o che hanno realizzato sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso, possono, con regolamento, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo;

dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Lombardia in via di approvazione emerge quanto segue (cfr Proposta di Piano, Analisi critica diverse modalità tariffazione, 3.9.3 da pag 192; Altri obiettivi strategico-gestionali, tariffa puntuale, 10.3.5.1, pag 405; Piano d'azione per la riduzione dei rifiuti urbani in Lombardia, strumenti economico finanziari: l'introduzione della tariffa puntuale, pag 545)
•    con la cosiddetta tariffa puntuale viene contabilizzata la produzione effettiva di rifiuti, conteggiando prevalentemente l’indifferenziato e spingendo così il cittadino, oltre che a produrre meno rifiuti in totale, ad effettuare correttamente le differenziate;
•    i Comuni con tariffa puntuale in Lombardia  ammontano a 39 e nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti in via di approvazione vengono presi come riferimento le best practices;
•    è auspicabile la diffusione della tariffa sui servizi di igiene urbana basata sul metodo “puntuale”, ovvero basata sulla stima delle effettive quantità prodotte di rifiuto indifferenziato, al fine di incentivare fattivamente l’effettuazione delle raccolte differenziate;
•    ai fini di una gestione ottimale dei servizi ambientali le realtà dove sono state avviati sistemi di rilevazione puntuali riescono a fornire servizi più efficaci ed efficienti e a intercettare con maggior precisioni comportamenti non virtuosi;
•    dal punto di vista economico, si certifica come i sistemi di raccolta a tariffa puntuale permettono ai Comuni di affrontare con minori difficoltà la crescita dei costi unitari di smaltimento dei rifiuti urbani; la marcata diminuzione dei rifiuti urbani indifferenziati da smaltire determina un risparmio netto;

il Piano Provinciale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PPGIR) della Provincia di Varese in via di approvazione evidenzia nell’immagine dello schema di pagina 89 le sinergie conseguite con la possibilità di applicazione della tariffa puntuale, in particolare con le sue più efficienti modalità attuabili, costituisce un importante impulso all’ottimizzazione del sistema di gestione dei rifiuti, potendo avere benefici interessanti in termini di sviluppo delle raccolte differenziate e di contenimento dei costi del servizio (cfr  Nuove iniziative ed indirizzi,, 6.2.2. pag. 100) anche a favore dei cittadini virtuosi.

i sistemi attualmente utilizzati per l'identificazione del contenitore al fine dell'applicazione della tariffa puntuale si dividono in a) cartellini dotati di codice a barre, b) sacco prepagato, c) sacco pagato in fattura, d) contenitori riutilizzabili dotati di transponder, e) sacchi a perdere dotati di transponder;

in particolare questi ultimi due sistemi mirano a rendere possibile in modo automatico la tariffazione puntuale sull’indifferenziato nei sistemi porta a porta, basandosi su piccoli “chip” con transponder;

la tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification) utilizzata in questi sistemi permette l'identificazione e/o memorizzazione automatica di dati in particolari dispositivi elettronici (detti tag o transponder) grazie alla capacità di questi di rispondere all'"interrogazione" a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati per semplicità "lettori" a radiofrequenza, comunicando le informazioni in essi contenute;

i chip RFID possono essere installati sui contenitori rigidi, ma recentemente sono state avviate anche sperimentazioni con sacchi a perdere per l’indifferenziato, incollandovi TAG di basso costo simili a quelli utilizzati per l’antitaccheggio;
 
l’associazione sacco/utente nel gestionale tariffa avviene al momento della consegna – anche automatizzata - dei rotoli; l’utente espone il sacco a perdere; il sistema di bordo identifica il sacco al momento della raccolta; le letture/conferimenti vengono trasmesse a un server ovvero scaricate dall’hardware di lettura direttamente nel gestionale per il calcolo della parte variabile della tariffa;

ARS Ambiente ha effettuato una sperimentazione della tariffa puntuale spinta tramite sistema di identificazione a radiofrequenza (RFID) con sacchi a perdere dotati di transponder, presso i Comuni di Malnate e Saronno e anche nel Comune di Cassano Magnano (già menzionato nel citato PPGIR) è stato sperimentato a totale copertura il “sistema a sacco prepagato”; tale sperimentazione ha prodotto i seguenti risultati:
•    un aumento della percentuale di raccolta differenziata;
•    una maggiore accuratezza da parte dei cittadini nel conferimento dei rifiuti;
•    una riduzione dei chilogrammi di rifiuti indifferenziati conferiti dall’utenza, con conseguente minor costo di smaltimento a carico del Comune;
•    un corrispondente aumento dei chilogrammi di rifiuti correttamente differenziati, con conseguente aumento di introiti per le casse comunali provenienti dai consorzi della filiera Conai;

e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi ).

AZIONI
- piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo "Meno 100kg pro capite" con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico, etc.
- accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
- Incentivare l’apertura di “Negozi del riciclo” dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato.
- passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite Identificazione a Radio Frequenza (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti);
- raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro e feste cittadine in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana;
Accordi con la municipalizzata che gestisce il servizio per ottenere:
- potenziamento delle isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 20.000 e 25.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
- costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano e compost. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
- costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (riducendo scavi in cave);
- costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago” (

) investimenti per circa 6 milioni di euro con 64 dipendenti escluso indotto. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata;
-creazione di un apposito Centro Studi (uno per regione) in collegamento con le imprese del territorio e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutilizzabili, riciclabili o compostabili;
- per i rifiuti per i quali non si può applicare il principio delle quattro R+1 (Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero + Risparmio) prendere in considerazione la SCWO (ossidazione tramite acqua supercritica) detta anche “Combustione in acqua” meglio descritta da Roberto Fiorendi e Gianluca Cuc nel libro “Rifiuti Zero”.
- operare con mentalità “Rifiuti Zero” significa anche rendere insostenibili discariche e inceneritori oltre che recuperare un’infinità di cibo che altrimenti andrebbe sprecato (vedi tema “Lavoro & Alimentazione”).

Ultima modifica il Venerdì, 19 Agosto 2016 09:06
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