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AMBIENTE - L’Italia arretra, Varese precipita.

Attraverso un algoritmo che aggrega oltre 20 indicatori ambientali raggruppati in 9 categorie, l’EPI (Enviromental Performance Index) fa arretrare la classifica del nostro Paese dal 22° posto del 2014 al 29° posto dell’anno appena trascorso.  Insomma, tra i 180 Paesi messi a confronto, le prestazioni ambientali dell’Italia in quattro anni hanno continuato a perdere posizioni fino ad escluderci dalla Top 10 in cui eravamo sorprendentemente finiti nel 2012 (8°posto). Ma qual è il contributo dei capoluoghi italiani ed in particolare della nostra Varese Città Giardino al contrasto di questo inarrestabile arretramento?

La classifica per vivibilità ambientale stilata da “Ecosistema Urbano” scaturita dalla ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e il Sole 24 Ore, evidenzia che  sui 104 capoluoghi di provincia italiani presi a riferimento, Varese è precipitata dal 49° posto del 2015 al 77° del 2016 perdendo nientemeno che 28 posizioni in un solo anno. Il dettaglio è consultabile sul sito http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/ecosistema_urbano2016.pdf  . Troppo deludente per essere definita (forse con eccessivo ottimismo e campanilismo, e considerato altresì che nel renking non è nemmeno nelle prime dieci) la Città Giardino d’Italia.

Oggi per poter competere tra loro in modo virtuoso le nostre città hanno bisogno di scelte politiche coraggiose e soprattutto di strumenti di pianificazione e gestione del territorio all’avanguardia, di ultima generazione come per il RECENS21 (regolamento edilizio di ultima generazione http://www.provincia.va.it/ProxyVFS.axd?snode=29343&stream  ).

Insomma, per poter far fronte alle sfide del nostro tempo, ossia quelle sociali, economiche ed ambientali, anche Varese deve aggiornarsi. In effetti il verde e il paesaggio oggi rappresentano pur sempre un patrimonio d’eccellenza e un necessario ingrediente per la vivibilità ambientale di una città capoluogo come Varese, ma da tempo si sono aggiunti (a buona ragione) altri indicatori di altrettanta importanza che contribuiscono a dare un più corretto inquadramento dello stato di salute e della qualità ambientale delle nostre città,  e che oggi non possono essere ignorati dagli amministratori locali, pena la regressione nei ranking ambientali riconosciuti a livello internazionale.

La raccolta differenziata, l’inquinamento dell’aria, il traffico urbano e il trasporto pubblico, l’Indice Modal Share, la fruibilità ciclabile e la pedonale, le energie rinnovabili, le condizioni della rete dell’acqua pubblica, gli eco-quartieri, l’efficienza energetica degli edifici, lo stato di conservazione e salute degli ecosistemi, sono alcuni degli indicatori che la ricerca di “Ecosistema Urbano” ha messo a confronto.

Gli attivisti di Varese cinque stelle hanno raccolto molti progetti su questi argomenti riunendoli nel sito www.varese5stelle.net , e offre altresì la disponibilità dei propri esperti a confrontarsi con chiunque abbia voglia di approfondirli. In questo lungo tempo di crisi (di cui non si vede affatto la fine) esortiamo la classe politica locale a non rincorrere progetti di opere pubbliche faraoniche di alto contenuto propagandistico ma di basso contenuto pluralistico. Invitiamo l’Amministrazione Comunale  a non aumentare ulteriormente il debito pubblico con progetti di spesa dagli esiti incerti che graveranno pesantemente sulle spalle delle future generazioni. Non è tempo di opere faraoniche, è tempo di opere utili, condivise e partecipate.

Invitiamo pertanto gli amministratori locali e le rispettive forze politiche a mettersi al servizio dei cittadini per realizzare ciò che è necessario ad elevare la vivibilità e la qualità ambientale urbana, creando le condizioni per favorire la crescita dell’occupazione nei settori della green-economy (http://www.statigenerali.org/cms/wp-content/uploads/2013/11/10-settori-strategici-della-Green-Economy.pdf ) che domani saranno il traino della nostra economia locale, approntando strategie per contrastare la delocalizzazione in atto delle attività economiche, e attuando politiche sostenibili di welfare municipale a favore dei tanti cittadini in difficoltà come il reddito di cittadinanza municipale.

Varese cinque stelle (MU locale aderente al Movimento 5 stelle).

Cosa prevede il nuovo regolamento edilizio tipo

E’ suddiviso in due parti. Una parte sarà dedicata ai princìpi generali e una seconda parte alle disposizioni regolamentari comunali.
Appartengono ai princìpi generali: la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.
Le disposizioni regolamentari comunali conterranno invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. In estrema sintesi, si legge nel decreto che occorrerà perseguire gli obiettivi di semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.
Il Regolamento edilizio tipo fissa un indice cui i Comuni dovranno attenersi. Quindi un impianto uguale ma su cui, almeno secondo l’attuale formulazione del decreto, potranno esserci diverse variazioni sul tema.
Entro l’aprile 2017 le Regioni recepiranno il Regolamento edilizio, poi la palla passerà ai Comuni ai quali le Regioni potranno riconoscere al massimo 180 giorni per adottarne uno proprio sulla base dello schema tipo. Entro ottobre 2017 il panorama delle normative edilizie dovrebbe anche a Varese apparire notevolmente semplificato.
In virtù di tali nuove disposizioni il gruppo “Varese cinque stelle” sollecita dunque l’Amministrazione Comunale affinché si faccia parte diligente nel recepire il RECENS21 presentato spontaneamente e gratuitamente lo scorso anno dal M5S in consiglio comunale. I cittadini lo attendono da decenni ed è oggi necessario per completare il lacunoso PGT varato dalla scorsa amministrazione.
Il RECENS21 è perfettamente in linea col regolamento edilizio tipo appena pubblicato ed è dai grillini di Varese ritenuto indispensabile per far ripartire anche a Varese un’economia di tipo circolare ossia nel segno dell’eco-sostenibilità e dell’elargizione di eco-incentivi previsti dai vari
enti istituzionali dello Stato. Il MU Varese cinque stelle è pronto a offrire la collaborazione dei propri esperti per illustrare alla commissione consigliare cos’è il RECENS21 e quali siano i vantaggi per i cittadini e per la città tutta.

Leggi anche il convegno "La casa a 5 Stelle".

Riflessioni sulla riforma costituzionale

Il dibattito sulla riforma costituzionale si sta attorcigliando sempre più su un dualismo di vedute troppo semplice ed anche fuorviante.
Da un lato la proposta, falsa e con conseguenze nefaste per  la democrazia, di snellire il processo legislativo conseguendo, al contempo, una significativa riduzione dei costi della politica mediante la riduzione dei senatori.
Dall'altra la sacrosanta accusa di voler regalare ai soliti amici, indagati od a rischio di indagine, siano  essi sindaci o consiglieri regionali, la comoda  copertura fornita dalla immunità parlamentare, accompagnata alla probabile inefficienza di amministratori locali costretti (poverini) al doppio lavoro e, quindi, inesorabilmente condannati all'improduttività (sempre ammesso che il nuovo senato debba poi produrre qualcosa di utile, fatto, questo, opinato negativamente da molti esperti con motivazioni sostanziali).
Personalmente, essendo stato formato secondo lo schema classico e di sicuro risultato di ragionare autonomamente piuttosto che uniformarsi acriticamente alle pensate di altri, desidero proporre alcune riflessioni :
1)    ammesso e concesso che il sistema del bicameralismo perfetto sia davvero obsoleto e da  liquidare  senza  troppe  nostalgie  o  sentimentalismi  formando  un  nuovo  senato, dimezzato nel numero di rappresentanti, vocato unicamente a migliorare la declinazione costituzionale delle autonomie locali eliminando o lubrificando frizioni e contrasti con il potere centrale in favore di un miglior servizio della politica verso i cittadini, non vedo proprio perché questo senato non debba poterlo eleggere direttamente il popolo;
2)    sono convinto che il sistema del bicameralismo perfetto adottato dai padri costituenti non sia affatto un sistema superato ma, piuttosto,  un meccanismo arruginito, incrostato dalla mala politica sopravvenuta alla tanto vituperata prima repubblica.
I padri costituenti non a caso avevano previsto un Senato formato da persone di età matura rispetto ai deputati della Camera, ed avevano, appunto, il compito di correggere, grazie alla maggiore esperienza, eventuali errori dettati dall'esuberanza di chi è più giovane. Se la politica che è sopravvenuta alla “detestata” prima Repubblica abbia finito con annullare il nobile compito dei Senatori divenuti, via via con l'affermarsi di leggi elettorali basate su principi maggioritari ormai del tutto opinabili, quasi unicamente strumento di baratto politico quasi mai finalizzato al conseguimento del bene comune, questo non significa che non si possa tornare ai sani principi originari.
Continuo a credere, quindi, in una Camera formata da persone per bene ed all'altezza del compito che proponga POCHE, BUONE LEGGI insieme ad un Senato di altrettanti “Signori” attempati che corregga o completi le norme sulla scorta della conoscenza concreta dettata dall'esperienza;
3)    nonostante anch'io, al principio degli anni '90, presi a criticare aspramente quella politica che credevo degradata inesorabilmente condannando a gran voce la prima Repubblica ed i suoi esponenti (ma si poteva mai immaginare che si potesse cadere ancor più in una voragine che ormai appare come un “Buco nero” cosmico ?!!), oggi mi convinco sempre più che l'essenza di quella politica fondata sulla CONCERTAZIONE/MEDIAZIONE tra interessi diversi sia da riscoprire e declinare secondo le circostanze storico economiche attuali.
Ricordiamoci che la prima repubblica e la sua politica fondata sulla ricerca del benessere diffuso ci ha portati ad essere la quarta potenza economica del mondo. Gli italiani stavano generalmente, relativamente bene e la povertà era piuttosto circoscritta.
Certamente non si contavamo oltre 4,5 milioni di poveri assoluti che oggi l'ISTAT stima nel suo rapporto annuale sulla povertà in Italia e che sono il frutto di una politica degenerata che negli ultimi venti anni ha concesso (grazie anche alla riforma “Bassanini”) a centinaia di migliaia di persone, collegate direttamente o indirettamente alla classe politica, di trovarsi tra le mani veri e propri patrimoni senza aver dato un contributo reale alla crescita del paese e della pura speculazione finanziaria che ha prevalso sulla ricchezza prodotta con il lavoro e la produzione di beni concreti.              

Valerio Montonati

Per essere cittadini e non sudditi di Ferdinando Imposimato

La riforma del Senato è una minaccia grave alla democrazia: attribuisce enormi poteri al premier e depotenzia tutti gli altri organi costituzionali a vantaggio del governo.

Aristotele, il più grande filosofo della politica, affermò: “Mai dare troppi poteri a chi governa. La passione sconvolge, quando è al potere, anche l'uomo migliore”.

Italicum e riforma del Senato causano, con una minoranza di parlamentari divenuta illegittima maggioranza, la dittatura personale del primo ministro e l'asservimento a lui di Parlamento, giustizia, istruzione e informazione. La conseguenza sarà la fine dell'alternanza e della libertà, cardini della democrazia.

Sinteticamente votare no al referendum equivale a restare CITTADINI e non essere retrocessi a sudditi.

La bonifica ex Aermacchi - la proposta del MeeUp Varese Cinque Stelle

La bonifica ex Aermacchi
Ecco la proposta del MU Varese Cinque Stelle

Da qualche giorno i fatiscenti tetti in laterizio dei capannoni schierati lungo la via Crispi appartenenti all’ex stabilimento Aermacchi di Varese, sono stati rimossi. Ma, nonostante il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità pendente sulla proprietà e la raccolta firme minacciata dai residenti, non si vede ancora la rimozione del micidiale amianto (responsabile dei mesoteliomi pleurici da asbesto) che ricopre ancora almeno il 30% delle coperture dell’ex stabilimento. A questo proposito i cinque stelle di Varese hanno messo a punto un piano tanto ardito quanto interessante, che, a tutela e vantaggio dei residenti del quartiere (ma non solo), se dovesse essere recepito dall’attuale amministrazione comunale metterà certamente fine al galoppante degrado dell’area.
Il MU Varese Cinque Stelle attiviAMOci Varese (www.varese5stelle.net) ritiene che per una seria e duratura riqualificazione dell’area, che possa davvero ritenersi utile alla città e ai suoi residenti, sia necessaria una bonifica decisamente più radicale della semplice asportazione dell’amianto dei tetti, bonifica ottenibile solo con la demolizione integrale dei volumi industriali fatiscenti e del terreno che su di esso insistono. Solo così l’area potrà essere davvero recuperata al degrado, spazzando via tutte le preoccupazioni dei residenti, anche per l’incognita delle condizioni di salubrità del suolo sottostante.
Secondo i grillini di Varese l’opportunità che oggi si presenta è quella di pianificare, mediante una variante dell’attuale PGT (variante annunciata dalla stessa attuale amministrazione), la realizzazione di un prototipo di Smart City al posto dell’ex stabilimento Aermacchi. La Smart City sarà costituita dal più grande quartiere residenziale di case bioclimatiche a energia solare mai realizzato prima d’ora in Europa (certificato RECENS21) col massimo grado di eco-sostenibilità. Il Quartiere Solare Eco-sostenibile (QSE) – così viene chiamato dai grillini – potrebbe beneficiare di non trascurabili contribuzioni regionali ed europee, dando finalmente luogo alla trasfigurazione (in positivo) dell’attuale degrado e improduttività dell’area, collocata – lo ricordiamo con urgenza - a due passi dal centro cittadino. L’operazione consentirà altresì di pianificare l’incremento e il rinnovo del parco delle case ad affitto calmierato, placando altresì la strage di sfratti esecutivi per la quale la Città detiene un triste primato regionale.
Il progetto di fattibilità studiato nei particolari dagli attivisti del MU grillino AttiviAMOci Varese, è composto da un totale di circa 200 alloggi, gran parte dei quali capaci di produrre più energia di quanto le famiglie che vi abiteranno saranno in grado di consumare durante un intero anno per usi domestici, e proprio per questa particolare caratteristica saranno definiti “edifici attivi”. L’energia in eccesso sarà utilizzata per la ricarica delle auto (city car) elettriche e/o per la pubblica illuminazione del quartiere e della città. Gli edifici rimanenti saranno a energia quasi zero rispondenti alla direttiva 2010/31/UE in linea con l’art. 9 bis della legge regionale 18 aprile 2012 n°7.

I grillini di Varese hanno stimato che gli edifici (dotati di impianti geotermici, fotovoltaici e solari) faranno risparmiare in ambiente circa 900 tonnellate di CO2, e saranno privi di piani interrati per evitare possibili allagamenti dovuti allo scorrimento del sottostante torrente Vellone, nel quale potranno essere immesse le acque fitodepurate del QSE.
A fronte del massimo grado di ecosostenibilità (100%) a cui gli edifici dovranno obbligatoriamente attenersi ottemperando al protocollo RECENS21,  il piano pensato dai grillini di Varese prevede due opzioni:
1.    intervento pubblico: perseguibile nel caso la proprietà raggiungesse col Comune un accordo per l’acquisizione di tutta l’area. La bonifica integrale dell’area rimarrebbe a totale carico dell’attuale proprietà, ma decurtata dall’ammontare di acquisto nel caso venisse eseguita dal Comune. In questo secondo caso i grillini hanno previsto che gli affitti di parte del QSE siano convenzionati e concessi alle giovani coppie con affitti calmierati (come da valori locativi OMI).
2.    intervento pubblico/privato: perseguibile nel caso il QSE fosse portato a termine con tutte le necessarie infrastrutture viarie da un operatore privato. In questo caso si renderebbe necessario l’acquisizione dell’area e la cessione (in convenzione) di una parte di essa all’A.C. per la realizzazione dell’edilizia pubblica in housing sociale, area che sarà al privato compensata dalla gratuità degli oneri concessori per la realizzazione dell’intero QSE. In questo secondo caso i grillini hanno previsto che gli affitti dell’edilizia pubblica siano concessi alle giovani coppie con affitti calmierati (come da valori locativi OMI). Resteranno fissi per tutta la durata del contratto e saranno comprensivi di ogni spesa anche per bollette energetiche procurando un notevole risparmio economico ed ambientale annuale sia per le famiglie che vi alloggeranno (€ 4.500  + 6,5 tonnellate di CO2) sia  per l’Amministrazione comunale che li concederà in affitto.

SCUOLA – come si faceva una volta…

Quando il Sindaco di Varese Davide Galimberti unitamente alla sua Giunta, considerato:

  • · i diversi bisogni alimentari degli studenti;
  • · le odierne molteplici intolleranze alimentari degli studenti;
  • · le variegate abitudini alimentari delle famiglie degli studenti;
  • · le molteplici insoddisfazioni delle famiglie sul rapporto qualità/prezzo (sempre in aumento) del pasto;
  • · il parere favorevole espresso dalla Corte d’Appello di Torino;
  • · il parere favorevole espresso dall’assessore Aprea di Regione Lombardia;

faranno propria l’iniziativa di concedere (con decreto sindacale) agli studenti di tutte le scuole di Varese dotate di mensa scolastica di poter portarsi (in via facoltativa) il pasto da casa per consumarlo durante l’orario di refezione?

Com’è noto il M5S non fa parte del Consiglio Comunale pertanto il gruppo “Varese cinque stelle” sosterrà qualunque gruppo consigliare qualora se ne facesse carico evidenziandone la paternità della proposta.

http://www.lombardia5stelle.it/2016/09/15/schiscetta-a-scuola-si-di-regione-lombardia-alla-mozione-m5s/ 

NO al Referendum Costituzionale - Comune Varese 5 stelle

Nel prossimo mese di ottobre ci sarà un importante appuntamento. Il referendum sulle modifiche Costituzionali. Inutile ribadire l’importanza della consultazione che vede il M5S in prima linea per appoggiare il NO.

Queste le parole di Beppe Grillo:

«La nostra Costituzione è stata scritta in commi piccoli, brevi e comprensibili a tutti: dal laureato al manovale. Questa riforma è composta da articoli lunghissimi e incomprensibili ai più. È da rispedire al mittente».

Il meetup Varese Cinque Stelle - attiAMOci VARESE - ha organizzato per sabato 10 settembre, dalle ore 14.30, presso la sala della Cooperativa di Biumo & Belforte, sita in Varese viale Belforte nr.165, un convegno/corso sul “”perché e come sostenere le ragioni del NO al referendum sulle modifiche Costituzionali””.

Il relatore sarà Francesco Montorio, attivista 5 stelle e membro del Comitato per il NO alla riforma costituzionale. Introduce la portavoce regionale Paola Macchi.

L’evento, che è principalmente rivolto a tutti gli attivisti della Provincia di Varese, che nei prossimi mesi dovranno spiegare ai cittadini le ragioni del NO, servirà per conoscere i primari aspetti della Costituzione coinvolti dalla riforma, anche nel combinato disposto con l’Italicum, e per confrontarsi in modo più efficace con le persone disponibili per un NO consapevole.

Durante i lavori ci saranno degli spazi dedicati a domande e approfondimenti da parte del pubblico presente

Riteniamo opportuno evidenziare che il convegno/corso, interattivo con slides e video, è gratuito e avrà una durata di circa quattro ore e toccherà i seguenti argomenti:

- Introduzione: referendum e comunicazione, linguaggio e strategia, slogan e anti-slogan;
- La Nostra Costituzione: nascita, logica, struttura (cenni);
- La riforma: artt. interessati, conseguenze;
- L’Italicum e Riforma: gli effetti perversi;
- Conclusioni: anti-slogan e demistificazioni.

Per una più adeguata preparazione dell’incontro e quindi una sua maggiore efficacia è sempre opportuno poter conoscere in tempo utile il numero dei potenziali partecipanti, ed è quindi gradita la prenotazione.

Puoi prenotare la tua adesione al seguente link:
http://www.varese5stelle.net/calendario-eventi-2/22-come-sostenere-il-no-al-referendum/registration.html

Adotta un monumento - Varese 5 stelle

Rispolveriamo il programma di VARESE CINQUE STELLE … bene così.

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Homepage/polo-universitario-al-grand-hotel_1193933_11/ 

Leggiamo con soddisfazione e compiacimento l’articolo di domenica 24 luglio 2016 su “La Provincia” che riporta la bella notizia proposta dal Sindaco Davide Galimberti e dal Vicesindaco Daniele Zanzi.  In buona sostanza si vorrebbe ripercorrere quanto  già proposto da VARESE CINQUE STELLE con l’operazione “adotta un monumento” (www.varese5stelle.net ) che qui ripubblichiamo volentieri in modo da far emergere  i punti di convergenza delle due proposte.

Ora, dopo gli annunci, i cittadini attendono i fatti, ed attendono anche di essere coinvolti nelle decisioni nodali della città in modo da poter condividere, con il più ampio consenso possibile,  la soluzione più confacente al problema.  In questo senso  VARESE CINQUE STELLE darà seguito (seppur da fuori palazzo) all’operazione “fiato sul collo”.

Adotta un monumento
Mettere in primo piano, ossia attenzionare strutture e siti ubicati a Varese lasciati colpevolmente cadere in disgrazia, deve diventare uno degli obiettivi di ogni varesino che vuole recuperare le proprie radici culturali. In questo modo potremo riscoprire e valorizzare anche attraverso l’introduzione del “crowdfunding” un bene pubblico (o privato mediante convenzioni) con la finalità di renderlo utile per l’intera comunità, ridando altresì sostegno e slancio all’attività turistica ed occupazionale del territorio varesino.

Ad oggi purtroppo il Governo non ha ancora attuato a livello nazionale quanto previsto dalla legge introdotta su proposta dei deputati 5 stelle (primo firmatario Luigi Gallo). Sulla scorta del progetto RestArt  Campania, i 5 stelle di Varese (VARESE CINQUE STELLE) hanno intenzione di attivare un percorso che - attraverso il ripensamento delle sue funzioni tipologiche in vista dell’affidamento alle future generazioni - ridia speranza al patrimonio storico artistico e culturale varesino, dimenticato e soggetto da decenni ad un preoccupante e in incurante degrado, finanche attraverso la sua progressiva acquisizione da parte degli enti locali e territoriali.
 
1)        Varese è disseminata di architetture di notevole qualità risalenti ai primi del ‘900 che per l’incuria o l’incapacità di gestione della classe politica locale di avanzare proposte di buon senso e di buona gestione del territorio utili alla collettività, rischiano un inesorabile decadimento funzionale ed architettonico.
2)        Una di queste perle – passata alla storia dell’architettura come il gioiello varesino del Liberty italiano ed europeo – è l’ex Hotel Campo dei Fiori collocato a 1200 m sulla cima dell’omonimo monte che sovrasta la Città. Fu progettato dall’architetto Giuseppe Sommaruga e realizzato i due soli anni (1910/1912), mentre il ristorante insieme alla funicolare (che fu data in gestione alla Società Varesina per Imprese Elettriche) entrarono in funzione qualche tempo prima.
3)        Riteniamo utile operare una variante al PGT che mediante una pianificazione condivisa e sostenibile, dia speranza allo spostamento delle attuali antenne radio-televisive collocate sul tetto della struttura storica in siti alternativi. Ciò consentirà di liberare la struttura da un pesante giogo che diversamente la porterà tra qualche decennio al totale e irrecuperabile decadimento funzionale e architettonico.
4)        Agevolare e immaginare, attraverso un’appropriata pianificazione urbanistica del sito, un ripensamento funzionale dell’ex hotel ammettendo destinazioni d’uso confacenti alla bellezza del luogo, alla sua panoramicità sulla città e verso la volta celeste, all’importanza, alla solennità e alla memoria dell’architettura dell’edificio. Riteniamo che una previsione d’uso tra quelle sotto proposte consentirebbe all’edificio - con la complicità di Regione e Ministeri - di scongiurare il nefasto destino:
·         Alta scuola internazionale di specializzazione e tirocinio per la formazione di chef stellati italiani ed esteri, sinergicamente legata al polo universitario dell’Insubria.
·         Centro benessere di levatura internazionale;
·         Cittadella della scienza composta da alta scuola di specializzazione astrofisica di levatura internazionale legata al polo universitario dell’Insubria, ampliamento dell’osservatorio astronomico Schiapparelli e sede del centro Geofisico Prealpino per le loro attività di ricerca.
·         Altre proposte alternative inoltrate dai varesini mediante referendum consultivo senza quorum.